Rischio idraulico: rinviato il bypass con scarico di fondo per la diga de La Penna

Erano stati anche stimati lavori riguardanti l’invaso sull’Ambra in località Montalto e opere riguardanti le dighe di Levane e de La Penna e messa in sicurezza dell’abitato di Laterina.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   13 settembre 2017 11:36  |  Pubblicato in Economia, Attualità

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Quali sono le opere in essere e riguardanti la riduzione del rischio idraulico lungo il tratto aretino dell’Arno? Quale il loro stato di avanzamento?

Alle domande è stata data risposta attraverso il monitoraggio 2017 sulle infrastrutture strategiche redatto da Confindustria Toscana Sud insieme ad Ance Arezzo e al quale ha lavorato alacremente l’ingegner Giovanni Cardinali.

Ma procediamo con ordine.
Per la provincia di Arezzo, in seguito all’approvazione del piano stralcio ex-DPCM 5 novembre 1999 (SU alla GU n. 299 del 22 dicembre 1999), erano state previste opere quali: casse di espansione nel fondovalle, a Montevarchi, a Ponte a Buriano (Quarata e Castelluccio), Rassina, Corsalone, Bibbiena, Poppi, Campaldino e Pratovecchio. In aggiunta sarebbero state realizzate altre casse di espansione nel sub del Ciuffenna, dell’Ambra, a monte di Terranuova (realizzate), nel comune di Bucine sul torrente Trove e ad Ambra. Oltre a questi lavori erano stati anche stimati lavori riguardanti l’invaso sull’Ambra in località Montalto e opere riguardanti le dighe di Levane e de La Penna e messa in sicurezza dell’abitato di Laterina.

“Nel dossier 2015 – si legge nel report 2017 di Confindustria – venivano descritte tutte queste opere sottolineando il fatto che erano in previsione del completamento per il programma di riduzione del rischio idraulico nel bacino dell’Arno. Ad oggi, la situazione è rimasta invariata rispetto al dossier 2015. Le casse di espansione di Montevarchi, di Bibbiena e di Poppi sono state progettate a livello preliminare e, in contemporanea con la costruzione delle varianti alla SR 71 (Bibbiena) e SR 69 (Valdarno) sono stati costruiti i rilevati stradali aventi anche funzione di arginature. A queste realizzazioni non è seguito il completamento del sistema previsto per la laminazione delle piene e non sono previste nel Programma regionale di sviluppo 2016 – 2020 che, fra l’altro, esclude anche interventi per le altre casse a monte delle dighe e per l’invaso di Montalto, indispensabile per la sicurezza della SP 540, nonché per contribuire efficacemente alla sicurezza degli abitati a valle, in particolare Levane. Il PRS prevede solo il sovralzo della diga di Levane ed Enel, che è l’attuale gestore della diga, è stato individuato come progettista ed attuatore per una spesa di 25 milioni di euro, a carico di Regione (50%) e Enel (50%). Il genio civile regionale ha l’incarico della progettazione degli argini di riparo dell’abitato di Laterina, mentre ai Comuni di Laterina e Pergine spetterà realizzare gli argini a protezione degli edifici posti in aree a rischio idraulico. Il progetto è stato consegnato alla Regione Toscana ed attualmente è in fase di VIA”.

Tra le voci riguardanti invece gli interventi rinviati, c’è il “bypass con scarico di fondo per la diga de La Penna, indispensabile a velocizzare lo scarico in caso di eventi eccezionali per ottimizzare la laminazione in rapporto alla capacità di entrambe le dighe sfangamento delle due dighe: è stato stimato che l’invaso della Penna dispone di circa 4 milioni e 400mila metri cubi di fanghi; quello di Levane circa 600mila metri cubi. I saggi sui materiali estratti dal fondale hanno mostrato che il materiale potrebbe essere per circa il 10% usato come “sabbie pregiate”, il rimanente da ricollocare per rilevati stradali o altre opere in terra. Il processo industriale per estrarre e trasportare a destinazione 5 milioni di metri cubi di fanghi è tutto da impostare sulla base di esperienze internazionali già sperimentate. In un rapporto costi/benefici nessuna delle tre ipotesi esclude l’altra, realizzare tutti e tre gli interventi sarebbe la soluzione ottimale, il progetto di sovralzo è stato ritenuto quello più efficace ed immediato dal punto di vista costi/benefici. Il sovralzo della diga, fra l’altro, consentirà una diminuzione dei battenti idrici a valle, quindi una più efficiente immissione in Arno di tutti gli affluenti, impedendo quei rigurgiti che nel 1966 furono fra le cause principali degli allagamenti nel Comune di Montevarchi”.

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
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