Studenti in classe con plaid e coperte. Al Varchi termosifoni di nuovo ok ma piovono polemiche: "Non ci si poteva pensare prima?"

All'indomani degli interventi svolti all'interno delle scuole della provincia rimaste senza riscaldamento arrivano gli attacchi e le prese di posizioni.

C'è chi non ha rinunciato ad indossare il cappotto. Chi si è armato di sciarpe, cappelli e guanti.
E poi c'è stato chi invece ha deciso di portare da casa plaid e coperte.
Così hanno risposto gli studenti aretini e valdarnesi alle aule gelide che li hanno accolti al rientro dalle vacanze. Un ritorno sui banchi gelido che non ha tardato a suscitare l'ira dei giovani che, come nel caso di Montevarchi, sono scesi in strada con tanto di striscioni per protestare contro l'amministrazione provinciale.

"Ma ieri - fanno sapere dal liceo Varchi di Montevarchi - i tecnici della Provincia sono rimasti al lavoro fino alle 20. Questa mattina siamo tornati a scuola e possiamo tranquillamente stare in maniche di camicia".

Dunque, tutto è bene quello che finisce bene.
O quasi.
Già perché all'indomani degli interventi svolti all'interno delle scuole della provincia rimaste senza riscaldamento arrivano gli attacchi e le prese di posizioni.

Federazione Studenti Arezzo

"Quattro giorni di freddo nelle scuole della provincia di Arezzo: la nuova giunta provinciale fa scontare agli studenti la propria impreparazione. Dopo quattro giorni in cui gli studenti di alcune scuole superiori della provincia sono stati costretti a fare le lezioni con giacconi e coperte, la Provincia ha deciso di intervenire: la protesta dei ragazzi era divenuta pubblica anche nel comune del quale la presidente Chiassai è sindaco, Montevarchi.

Tra gli istituti coinvolti, il Liceo Artistico “Piero della Francesca” di Arezzo e il Liceo Classico e Scientifico “Benedetto Varchi” di Montevarchi.

Il problema sembra nascere da alcuni impianti caloriferi non funzionanti. La domanda che poniamo alle istituzioni è: non ci si poteva pensare prima della riapertura delle scuole? Il freddo a gennaio non è una novità, e qualche prova in più avrebbe evitato i disagi occorsi. Come Federazione degli Studenti, non appena abbiamo ricevuto le prime segnalazioni, ci siamo attivati per capire quali fossero le criticità presenti nelle scuole e comunicarle affinché la Provincia di Arezzo potesse intervenire. Non riteniamo possibile liquidare facilmente questo problema, come si tenta di fare, dopo quattro giorni di silenzio mentre gli alunni sono dovuti andare a scuola in condizioni non idonee per il normale svolgersi delle attività didattiche.

Auspichiamo che anche le altre associazioni studentesche – comprese quelle ideologicamente vicine all’attuale giunta provinciale, ora misteriosamente silenti – si facciano sentire insieme a noi, perché la questione va al di là di ogni colore politico. Gli studenti si devono far sentire: non è giusto essere le vittime di inadempienze istituzionali, perché la nostra salute viene prima".

Centrosinistra per Arezzo

Neppure il mondo della politica si è fatto attendere. Il gruppo di opposizione in consiglio provinciale, Centrosinistra per Arezzo capitanato da Eleonora Ducci, ha preso carta e penna e scritto una lunga nota dove punta il dito contro l'attuale amministrazione Chiassai.

"Studenti obbligati a stare in classe al freddo e al gelo con giubbotti e sciarpe per giorni, portandosi da casa coperte e plaid e costretti addirittura a manifestare dopo diversi giorni di freddo in aula pur di avere delle risposte. In questo inizio 2019, dopo solo pochi mesi di mandato, la presidente Chiassai e la sua maggioranza di centrodestra dimostrano tutta la propria inadeguatezza ed incapacità a far fronte ai problemi. Sotto l’amministrazione Vasai, negli scorsi anni, mai era capitata una cosa del genere. È sempre stata premura dell’amministrazione in passato agire in maniera preventiva, accendendo i riscaldamenti nelle scuole qualche giorno prima del rientro in modo da evitare i disagi che si sono manifestati in questi giorni in molti plessi. In occasione dell’insediamento la presidente Chiassai sostenne che da quel giorno si sarebbe tracciata una linea netta rispetto al passato, fra l’altro con toni abbastanza incomprensibili vista la situazione finanziaria dell’ente degli ultimi anni che certo non ha permesso grandi scelte od investimenti oltre la gestione dell’ordinario: se questo è il cambiamento che ci attende siamo veramente preoccupati per cosa succederà nel prossimo futuro per le nostre scuole superiori e le strade provinciali. Invitiamo quindi la presidente Chiassai e la sua maggioranza di destra ad occuparsi tangibilmente delle esigenze dei ragazzi e dei cittadini del nostro territorio, ripristinando quanto prima le migliori condizioni all’interno dei plessi scolastici gestiti dalla Provincia e prevenendo disagi come quelli, inaccettabili, riscontrati in questi giorni. I sorrisi, le strette di mano e le passerelle non miglioreranno certo le condizioni dei cittadini, quando le risorse sono limitate è necessario lavorare concretamente, lontano dai riflettori, per cercare di rispondere ai bisogni della popolazione. Una regola che forse la presidente ignora, preoccupata più dell’apparenza che della sostanza".

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