Arezzo è il capoluogo più "riciclone" della Toscana sud. La differenziata cresce del 5,67%

L'analisi è quella fornita da Ato Toscana Sud sulla base dei dati elaborati da Sei Toscana e riguardanti il primo semestre 2019

La raccolta differenziata nel solo comune di Arezzo è cresciuta del 5,67 per cento.
A dirlo sono i dati presentati da Ato Toscana Sud, autorità che si occupa della gestione dei rifiuti nella parte meridionale della regione.

Secondo il report di Sei Toscana, gestore del servizio di raccolta, nella prima metà del 2019 in tutto l'ambito la produzione dei rifiuti indifferenziati è diminuita mentre, quella della differenziata è cresciuta del 5%.

Una fotografia accurata che passa al settaccio anche i singoli comuni della provincia di Arezzo immortalando sia eccellenze (poche) che i "talloni d'Achille" (ancora troppi).

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Per quello che concerne la situazione nel solo comune di Arezzo, durante i primi sei mesi del 2019 la raccolta differenziata sale del 5,67% arrivano a rappresentare il 44,65% del totale.

Significativo pure il dato riguardante i chili di scarti urbani indifferenziati prodotti dagli aretini che passano dai 18.840 del 2018 ai 16.911 del '19.
E se i sacchi dell'indifferenziata si sgonfiano, si riempiono quelli della differenziata. Nel 2018 i chili conteggiati ad Arezzo erano 12.035, oggi invece hanno raggiunto i 13.644.

Complessivamente, Sei Toscana ipotizza che ciascuno dei 99.419 abitanti del comune di Arezzo nel 2019 produrrà ben 614,66 chilogrammi di rifiuti. Una cifra enorme ma che, rispetto all'anno precedente, registra una diminuzione dell'1,04%

Risultati che, nonostante siano ancora al di sotto del tasso di efficienza del 65% richiesto dall'Unione Europea, hanno il merito di essere i più alti dei capoluoghi di provincia appartenenti all'Ato Toscana Sud: Siena (42,33%) e Grosseto (42,49%), ebrambi più scarsi di Arezzo.

Dati differenziata Ato Toscana Sud il dettaglio comune per comune

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