“Quelle macerie? E’ quello che resta della nostra casa”. La storia di Patrizia

Ha visto la foto di una casa distrutta dal terremoto sul nostro profilo Facebook e ha riconosciuto i resti della sua casa. Così la signora Patrizia Arpinelli racconta cosa c’è dietro a quello scatto simbolo del terremoto

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   20 novembre 2016 9:36  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


E’ diventata una delle immagini simbolo del terremoto. Lo è per noi, che l’abbiamo pubblicata più volte, raccontando le gesta dei vigili del fuoco aretini. E lo è per molti dei nostri lettori che l’hanno osservata in più occasioni. Ma dietro quella foto della casa di Campi di Norcia – o meglio quel che resta di quella casa – c’è la storia di una famiglia. E’ stata la proprietaria a svelarla commentando una notizia sul profilo Facebook di Arezzo Notizie: “La nostra casetta😢”.

Patrizia Arpinelli è la proprietaria di quella villetta e racconta con grande forza cosa c’era prima di quello scatto. Un’altalena di emozioni che sfondano lo schermo di un pc e arrivano dritte al cuore di ascolta:

“Purtroppo – racconta – quel cumulo di macerie è quello che resta della nostra casa a Campi di Norcia e, vederla così, ogni volta è un tuffo al cuore! Lì sotto restano sepolti i ricordi e gli affetti di una vita e anche se, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco (quelli di Arezzo ndr), ai quali va un sincero ringraziamento affettuoso, ci siamo potute avvicinare, resta lo stato di costernazione ed impotenza di fronte a simili sciagure!!
Quella era la casa delle nostre vacanze più belle, insieme con i nostri genitori, tra persone semplici, ma con tanta dignità e amore da vendere!!!”

Patrizia e la sua famiglia si sono salvati dalle terribili scosse. In un primo momento hanno sperato con tutta la loro forza di poter tornare nella loro casa, perché dopo la prima scossa aveva resistito. Poi però ogni sogno si è infranto il 30 ottobre:

Fortunatamente nella scossa fortissima del 30 ottobre non eravamo lì, come già tutti gli abitanti di Campi, che stavano già nella struttura ricettiva antisismica costruita in classe 4, inaugurata proprio ai primi di agosto!
Invece tutti eravamo in casa, villeggianti e residenti, durante la scossa del 24 Agosto!!!
Da quella notte, per fortuna, nessuno ha più dormito in casa; anche se, in quella occasione, la nostra non aveva subìto alcun danno!

Nei giorni successivi al crollo, il figlio della donna, Emanuele, ha cercato e scavato a lungo tra le macerie  insieme ad un vigile del fuoco aretino alla ricerca del propri cane: “perché Emanuele pensava che Luna, il suo cagnolino, fosse rimasto sotto; invece nulla…..”

Adesso Patrizia e gli abitanti della zona stanno facendo i conti con quanto accaduto e cercano di capire cosa accadrà, senza riuscire a liberarsi della paura, costante di essere dimenticati. “L’unico Appello, che credo farebbero tutti gli abitanti di quella zona è che, abbassati i riflettori dopo la prima emergenza, tutto resti nel dimenticatoio!” scrive. E basta quella foto per riportare alla memoria il dramma. Quella foto che oggi racconta agli aretini la storia della famiglia di Patrizia.

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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