Quarant'anni di forbici, shampoo e sorrisi. Giorno speciale per Rita la barbiera

Il suo negozio è un pezzo di storia della città. E in un periodo di crisi per gli esercizi commerciali, festeggia un traguardo che va in controtendenza

E' un mondo difficile per chi lavora nel commercio. Decine di saracinesche vengono giù in maniera definitiva ogni anno, i negozi chiudono e i clienti sono rassegnati a farsi sballottare come palline da flipper da una parte all'altra della città: bar, ristoranti, abbigliamento, cartolerie, tabacchi, non si salva nessuno. O meglio, si salvano in pochi e Rita la barbiera è una di questi: proprio oggi festeggia i quarant'anni di attività, mosca bianca in un settore che deve fare i conti con la crisi. 

Via Crispi 42, pieno centro storico, la sua bottega è il ritrovo di varia umanità. Giovani, meno giovani, persone di una certa età, liberi professionisti, impiegati, studenti, sportivi, c'è di tutto un po' e soprattutto lì dentro, tra una sforbiciata e uno shampoo, c'è sempre buon umore. Il merito è proprio della Rita, che chiude solo il lunedì e, dipendesse da lei, non chiuderebbe mai. Arriva la mattina presto, se ne va la sera tardi e a pranzo si mangia un panino, accelerando i tempi perché la gente non va fatta aspettare.

Quarant'anni fa il mondo era diverso e lei, una ragazzina, imparava il mestiere da Aldo e Remigio, con i quali ha condiviso un pezzo importante di questa storia. Remigio poi è andato in pensione, Aldo invece se n'è andato troppo presto, lasciando un ricordo bellissimo di sé e un'eredità bella tosta alla Rita, che ormai ha imparato a districarsi tra questi uomini sempre più esigenti e metrosexual: prima chiedevano barba, capelli e stop, adesso non disdegnano fiale per la ricrescita, lozioni ricostituenti e il balsamo che ammorbidisce.

La Rita non prende appuntamenti, non ha mai voluto aiutanti e, se avesse qualche mezza giornata libera, potrebbe scrivere un libro per raccontare com'è cambiata Arezzo in quasi mezzo secolo. Il suo punto d'osservazione (e d'ascolto) è stato ed è tra i più privilegiati: in mezzo alla gente, tra frammenti di vita vera, racconti del passato e speranze per il futuro.

Sposata con Pasquale, due figli gemelli (Francesca e Matteo), è un'aretina verace e fiera di esserlo, tifosa dell'Arezzo, seconda mamma per tanti giocatori che vanno lì ad aggiustare il taglio e l'umore. Da quarant'anni impugna il rasoio, friziona il cuoio capelluto e spennella schiuma bianca in faccia alle persone: nessuno si è mai lamentato, anche perché lei è accomodante e cortese ma se le fanno saltare la mosca al naso, cambia tono e rimette le cose a posto con due o tre parole. 

La sua bottega, dove un caffè e una caramella non mancano mai, è un negozio storico. E oggi, per questi primi quarant'anni, la Rita offrirà un brindisi. Un cin cin col sorriso ma senza troppi salamelecchi perché la gente, di sicuro, continuerà ad entrare. E il cliente non va fatto aspettare.

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