Dalla Poti Pictures alla Caritas. Andrea Dalla Verde: "Avremo vinto quando i dormitori non serviranno più"

Andrea Dalla Verde è stato protagonista della puntata di Prisma.

La mission di Andrea Dalla Verde è tutta racchiusa nella sua più grande "fissazione". Una mania. Un pallino vero e proprio.
Vivere la propria vita insieme agli altri e rendere ogni giorno speciale per sé stesso e per tutte le persone che gravitano nel suo mondo.
Vicedirettore della Caritas Diocesana insieme al collega Alessandro Buti, Andrea è anche uno dei fondatori di Poti Pictures, la prima casa di produzioni cinematografiche sociale riconosciuta a livello europeo.
Un progetto enorme, ambizioso e molto divertente che condivide con altri due aretini: Daniele Bonarini e Michele Grazini

"La Poti Picture porta in scena attori e aspiranti cineasti speciali. Tutti hanno delle disabilità ma, davanti alla cinepresa queste si azzerano - spiega - Una storia avvincente che è partita qualche anno fa e che adesso sta diventando sempre più grande e strutturata. Posso fieramente dire che nel 2019 realizzeremo anche un lungometraggio insieme ad una nota casa cinematografica italiana. Nel frattempo abbiamo provveduto a regolarizzare con tanto di contratto Enpals tutti i nostri attori". 

La storia di questa casa di produzioni, aretinissima nella sua struttura e nei suoi contenuti, è tutta racchiusa all'interno del libro "Sarò una star" scritto dallo stesso Andrea Dalla Verde e edito per FuoriOnda. La presentazione ufficiale è in calandario per il prossimo 15 dicembre alle 18 presso la Casa dell'Energia di via Leone Leoni. Ma chi desidera contribuire ed acquistare il libro può anche mettersi in contatto con gli autori attraverso il numero 3425427014.

Prisma è visibile QUI 

Ma la storia e la vita di Andrea comprendono anche altri ambiti.
Tifoso amaranto di prima categoria, dal 2000 è entrato a far parte della famiglia Caritas.

"Prima come civilista e poi come operatore - racconta - me lo chiese suor Rosalba, allora presidente, e non ho potuto dirle di no. Da quel momento il mondo del volontariato e dell'assistenza verso il prossimo è diventato parte integrante del mio vivere. Sono fortemente convinto che dobbiamo creare una rete di supporto verso le fasce più deboli della popolazione molto più forte e radicata. Credo che sia altresì fondamentale istituire in maniera permanente un tavolo di coordinamento sulle povertà. Un progetto che a più riprese ho sottoposto all'attenzione degli attori del terzo settore e alle istituzioni. In merito alla questione del dormitorio, invece, è evidente che l'apertura straordinaria per l'emergenza freddo non è la soluzione al promblema ma l'estrema ratio. Dobbiamo fare tutti del nostro meglio e molto di più ogni giorno. La vera vittoria sarà chiudere per sempre luoghi come il dormitorio e decretarli non necessari".

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