Ponte Buriano, enormi radici di fico fanno lo sgambetto ai lavori. Crollo imprevisto in un muro: slittata la riapertura

Ci vorrà ancora tempo prima che Ponte Buriano venga riaperto. Forse fino alla seconda metà di settembre. Giorni preziosi, indispensabili per concludere i lavori che avrebbero dovuto essere terminati entro il 31 agosto. Ma gli imprevisti...

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Ci vorrà ancora tempo prima che Ponte Buriano venga riaperto. Forse fino alla seconda metà di settembre. Giorni preziosi, indispensabili per concludere i lavori che avrebbero dovuto essere terminati entro il 31 agosto. Ma gli imprevisti, nell'attività di recupero di un'opera talmente antica e imponente, sono dietro l'angolo. O, in questo caso è proprio il caso di dirlo, dietro alla superficie del rostro.

Criticità delle quali si è parlato anche nel vertice in Prefettura sullo stato delle strade e dei ponti nel territorio aretino di lunedì.

Tre le sorprese riservate da questa estate di lavori: una parte del muro laterale di un rostro crollata; lo "spanciamento" di un altro muro (in pratica, una volta sollevate le pietre esterne, è stato scoperto che quella parte di costruzione non era a piombo); l'"invasione" di radici di una pianta di fico, del diametro di oltre 15 centimetri l'una. E mentre per i primi due "imprevisti" gli interventi da eseguire sono stati subito abbastanza chiari, per le radici le soluzioni non erano così scontate.

"Sono grandi - spiegano i tenici della Provincia - e occupano un considerevole spazio all'interno del rostro. La soluzione potrebbe essere dunque quella di farle seccare lentamente e poi riempire gli spazi vuoti. Per farlo però serve una variante ai lavori".

A seguito della necessità di questa variante, ma anche di fronte al fatto che i fondi regionali starebbero finendo prima del previsto, è avvenuto lo slittamento.

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La speranza adesso è quella di riuscire a riaprire il ponte almeno al traffico leggero, nelle ultime settimane di settembre. L'ordinanza attualmente in vigore scadrà solo il 31 ottobre, ma i tecnici sono ottimisti e si augurano di riuscire a concludere prima il restauro dell'opera. Anche perché tra poche settimane l'acqua della diga dovrà tornare nell'alveo dell'Arno. E in quel caso sarà impossibile proseguire questa trance di lavori.

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