Pomaio: i vini di montagna ad Arezzo. Filosofia "green" e una cantina mozzafiato

Sullo sfondo, la vetta dell'Alpe di Poti. Fra boschi secolari e antichi sentieri un cancello in ferro battuto si schiude, rivelando l’ingresso di un giardino fuori dal tempo. Podere Pomaio non è solo una cantina: è un’idea, una visione del mondo...

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Sullo sfondo, la vetta dell'Alpe di Poti. Fra boschi secolari e antichi sentieri un cancello in ferro battuto si schiude, rivelando l’ingresso di un giardino fuori dal tempo. Podere Pomaio non è solo una cantina: è un’idea, una visione del mondo in 23 ettari. Un sogno concretizzato dalla determinazione di due fratelli, Iacopo e Marco Rossi. Perché si può “migliorare il pianeta una bottiglia alla volta”. Basta pensare verde. “Anzi, ri-pensare – spiega Marco – E’ possibile avere obiettivi etici e, allo stesso tempo, puntare alla crescita economica dell’azienda. Per questo alle tre R su cui si basa il concetto di sostenibilità ambientale ('riduci, ricicla e riusa') ne abbiamo aggiunta una quarta: ripensa. E' il nostro impegno”. E così, tutte le pratiche aziendale sono state ripensate: dalla vendemmia alla cantina, dalla costruzione degli edifici all’alimentazione degli impianti, dal packaging alla comunicazione. Tutto è funzionale alla genuinità dei prodotti e all'abbattimento delle emissioni di Co2 derivanti dal trasporto. La carta del materiale promozionale è stata sostituita dal digitale, i tappi provengono solo da foreste sostenibili, sono banditi fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi che verrebbero assorbiti dalla pianta e la quantità di solfiti è ridotta al minimo. L’utilizzo – nella costruzione della cantina - di malte naturali danno un microclima perfetto per temperatura e umidità, senza artifici. “La miglior energia è quella non prodotta”. Gli uffici, la struttura destinata all'accoglienza sono concepiti per richiedere un fabbisogno energetico molto basso, sfruttano la geotermia presto integrata dal fotovoltaico. Chiude il cerchio la linea di imbottigliamento autonoma (per evitare l'andirivieni di camion) e la composizione vegetale degli scarti.

Vigna

Dalla splendida terrazza naturale di Pomaio, si osserva, come in un film, lo scorrere del tempo fuori da quell’oasi. Le prospettive sono rovesciate, ricercando ritmi giusti. Quelli naturali. Arezzo, dall’alto, sta nel palmo di una mano eppure si mostra in tutta la sua maestosità.

La proprietà fu acquistata nel 1991 da Pierferruccio Rossi per regalare ai figli un luogo dove potersi ritrovare, da poter chiamare casa. “La nostra è una famiglia allargata, numerosa e internazionale – racconta Marco –. Questo podere è il nostro punto di riferimento, il luogo dove tornare e stare insieme”. In pochi anni l’azienda è stata attentamente ristrutturata riadattando il metodo di costruzione etrusco alla bio-architettura. La cantina è stata progettata dall’architetto Marisa LoCigno secondo principi di efficienza e sostenibilità. Lo spazio produttivo, interrato su tre lati, è caratterizzato da mura con massi ciclopici riaffiorati dallo scavo. Le malte naturali, pozzolaniche, colori non chimici, pavimenti in cotto e basalto lavico permettono all'azienda di vivere in completa armonia con la collina.

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E’ stata selezionata tra le 25 cantine di design più belle della Regione Toscana e fa parte del progetto Toscana Wine Architecture. L’ambiente moderno e tecnologico, ma altamente vocato alla produzione biologica, è valso a Pomaio il premio Terrefiorenti per l'innovazione in agricoltura. Iacopo, laureato in agraria e specializzato in viticoltura si occupa della conduzione dei vigneti e della produzione dei vini. Marco, sommelier ed esperto di branding segue il marketing e la comunicazione aziendale.

“Ma il vero personaggio è nostro padre, detto 'il maestro': geometra che ha gestito aziende di costruzione in tutto il mondo. Ma anche attore, scrittore e paladino dell’ambiente. Dobbiamo a lui i nostri valori, la filosofia che proviamo a portare avanti”.

Sono soltanto 3 gli ettari vitati e le bottiglie, scrupolosamente prodotte, non superano ogni anno le 20mila unità. Le piante sono ancora giovani, hanno poco più di dieci anni, ma già esprimono il loro potenziale, tanto che i vini di Pomaio già conquistano premi e riconoscimenti prestigiosi. La vendemmia è integralmente svolta a mano per garantire l’alta qualità del prodotto attraverso la selezione delle uve e il rispetto dell’integrità del grappolo.

A 550 metri sopra il livello del mare, vengono coltivati sangiovese e merlot che danno cinque vini “di montagna”, espressione diretta di un terroir unico: chianti Pomaio, l’omonimo rosso Igt di sangiovese in purezza, e, con lo stesso uvaggio, un mineralissimo ed elegante rosato, il Rosantico. Fiore all’occhiello dell’azienda sono poi due vini legati alle origini etrusche del luogo fin dal nome: Porsenna e Clante.

Porsenna

Il Porsenna è un Igt rosso toscano, un cru che nasce dalla selezione meticolosa di sole uve sangiovese e che matura nove mesi in botti di rovere di slavonia e castagno. Clante rivela la sua unicità già dalla vigna: merlot impiantato ad alberello, con alta densità di piante e bassa resa. Il risultato è che ogni pianta produce meno di una bottiglia. La scelta di questo tipo di coltivazione impone una cura scrupolosa e maniacale del vigneto. Da questo deriva la scelta del nome Clante, termine etrusco per “figlio”.

Clante

Podere Pomaio

Indirizzo: Località Pomaio 19 - Arezzo

E-mail: info@pomaio.it

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Web: www.pomaio.it

Vini rossi: Clante, Porsenna, Pomaio, Chianti Pomaio

Vini rosati: Rosantico @CalcagnoChiara

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