Pio Borri: 76 anni dopo. Il primo partigiano ucciso per mano dei nazifascisti aretini

A Pio Borri, insignito di Medaglia d’Oro al valor militare, venne intitolata la XXIII brigata garibaldina che operò in territorio aretino fino alla liberazione

Pio Borri

Sono passati 76 anni da quanto Pio Borri, studente di legge nonché partigiano attivo nel territorio aretino, venne ucciso per mano dei gruppi nazi fascisti.

È durata soltanto due mesi la lotta contro i nazifascisti di questo giovane grossetano che l'8 settembre del 1943 si trovava ad Arezzo, dove era stato mandato di leva per essere arruolato nella milizia fascista. Con l'armistizio, Borri abbandonò il reparto e, invece di tentare di tornare a casa, si rifugiò nel Casentino dove, in pochi giorni, riuscì a raggruppare militari sbandati e civili formando due gruppi di resistenti che però disponevano di pochissime armi. Lo studente risolse il problema organizzando un audace colpo di mano, che riuscì pienamente, contro una caserma. Poche settimane dopo, mentre scortava un autocarro che, da Arezzo, doveva portare viveri e rifornimenti alle bande partigiane operanti nella zona, Borri incappò in un posto di blocco tedesco. Catturato, fu eliminato sul posto. Il suo corpo crivellato di colpi fu abbandonato in un fosso e recuperato soltanto alcuni giorni dopo. Pio Borri, Grosseto 8 maggio 1923 - Molino di Bucchio (Stia), 11 novembre 1943. Studente in legge. Partigiano.

(Anpi)

In Memory - 11 novembre 1943
Pio Borri, Grosseto 8.5.1923-Molino di Bucchio (Stia), 11.11. 1943. Studente in legge. Partigiano.È il primo partigiano caduto nella lotta di liberazione nella provincia di Arezzo.
Venne gravemente ferito, nel corso di una azione partigiana, da una scarica di colpi sparati da un manipolo di fascisti agli ordini di Emilio Vecoli (indicato nelle carte della questura di Arezzo come “criminale di guerra”) che stavano rastrellando la zona di Vallucciole.
Secondo il referto autoptico la morte del giovane partigiano fu dovuta da una “ferita arma da fuoco trasfossa dalla regione scapolare sinistra (foro entrata) alla regione precordiale (foro uscita)". Ossia fu colpito alle spalle. Era l’una di notte e Pio Borri venne interrogato e seviziato, poi lasciato agonizzante fino alle 6 di mattino, ora del decesso.
A Pio Borri, insignito di Medaglia d’Oro al valor militare, venne intitolata la XXIII brigata garibaldina che operò in territorio aretino fino alla liberazione.

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(Enzo Gradassi)

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