Pepe, investito lungo la strada prima perde una zampa. Poi trova l’amore di una famiglia

Il cagnolino fu investito a San Zeno e abbandonato al margine di una strada con gravi traumi. Una zampa, fratturata, è stata prima ingessata ma poi i veterinari hanno dovuto amputarla. Il futuro per lui era a tinte fosche, fin quando una volontaria del canile ha deciso di adottarlo.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   2 ottobre 2016 7:21  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


E’ un meticcio di due anni, sopravvissuto ad un incidente con un auto. Fu investito a San Zeno. Si chiama Pepe e ha solo 3 zampe, ma questo non gli impedisce di dare tanto amore.
La storia che raccontiamo oggi, iniziata nel peggiore dei modi, è in realtà una storia a lieto fine. Perché Pepe, nonostante la sua grave menomazione ha conquistato il cuore di una famiglia che lo ha adottato.

Pepe fu trovato qualche mese fa, era gravemente ferito, ai margini di una strada nella zona industriale alle porte della città. Del microchip nemmeno l’ombra e nessuno si è mai fatto vivo o lo ha mai cercato.


Nell’impatto con l’auto, il cagnolino aveva riportato la rottura del bacino e una bruttissima frattura a una zampa anteriore.
“I veterinari – raccontano i volontari dell’Enpa – hanno provato a salvargli la zampa ingessandola. Ma una volta risanata la frattura, Pepe continuava a non usare quella zampa”.
Così i volontari lo hanno portato da una fisioterapista: “E dopo qualche seduta purtroppo abbiamo scoperto che anche il nervo era rimasto lesionato per l’incidente. La zampa ormai era ‘morta’ ed era diventata solo un peso per lui”.
Così quella zampa che non rispondeva più a nessun comando, gli impediva di correre e saltare è stata amputata. Per Pepe ci sono stati giorni difficili. Tanti. Quelli dopo l’incidente, durante la convalescenza. Quelli dopo l’intervento di amputazione.

Ma adesso, fortunatamente, la sua storia è cambiata: “Pepe ha trovato una casa. A breve una nostra volontaria lo porterà con sé e diventerà un membro della sua famiglia”.

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