Le origini del nome Colcitrone

La spiegazione arriva da due studiosi, come riporta anche il sito del quartiere di Porta Crucifera

Ad Arezzo non c'è aretino che parlando di quella parte di città vecchia, che risponde al nome di Porta Crucifera, non utilizzi il più popolare Colcitrone. E' così durante la Giostra del Saracino, ma lo è praticamente tutto l'anno con il termine colloquiale che supera di gran lunga la "nomenclatura" ufficiale.

Un "paese nella città"

Il quartiere rossoverde con sede in Palazzo Alberti potrebbe essere considerato come un vero e proprio paese all'interno del centro storico. Un'area quasi a parte, ma non per eventuali differenze architettoniche o storiche, quanto semmai per il calore e la passione, di chi ha i natali e abita ancora nel cuore del centro storico, verso i colori del proprio quartiere. 
Un territorio che come riporta lo statuto di Porta Crucifera va da "Crucifera al Colle di San Donato [...] da San Donato alla Postierla [...] da San Francesco a Crucifera [...] Fuori dalla cerchia delle storiche mura si considerano parti integranti del territorio le seguenti vieviale A. Sansovino, viale Matteotti, via B. da Ser Gorello e via Folli (la cinta muraria dell'Ospedale di S. Maria Sopra i Ponti), Borgo Santa Croce, vicolo delle Terme, la Fonte Veneziana, via A. da San Gallo, viale Buozzi, via Gamurrini, via Tarlati fino alla Postierla Pozzolo. Il Quartiere si estende poi nei nuovi insediamenti del Villaggio Oriente, Cappuccini e del Fonte Rosa (fino al Fosso dei due fiumi), StaggianoAl Quartiere di Porta Crucifera è altresì associata l’antica Viscontaria della Verona".

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Ma perchè si dice Colcitrone?

In aiuto arriva il sito del quartiere di Porta Crucifera. Tra le pagine web rossoverdi viene spiegata infatti l'etimologia del termine grazie al parere di due studiosi come il professor Alberto Nocentini e il professor Antonio Batinti.
Il nome deriverebbe dalla principale attività lavorativa della zona. Tra via Colcitrone, via San Niccolò, Piaggia di San Lorenzo e le altre strade limitrofe alla sede storica del quartiere il lavoro più diffuso era quello del materassaio.
I materassai in latino erano chiamati "culcitrones con suffisso plebeo in luogo di culcitrarii, come pelliones per pellarii". Ecco spiegato quindi l'origine del nome, assegnato dagli aretini a quella zona particolarmente popolare molti anni fa.

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