Morini e la concessione prorogata a Nuove Acque: "Ghinelli, un errore macroscopico"

Il presidente del comitato acqua pubblica: "Favorevoli alla cisterna di Poggio Cuculo, ma è un palliativo. Dal gestore privato investimenti limitati e troppo lontani nel tempo. L'approvazione della nostra proposta di legge cambierà le cose. In meglio"

"Il via libera alla proroga della concessione a Nuove Acque da parte del Comune di Arezzo è un errore macroscopico. Indennizzare i soci privati, quando la nostra proposta di legge, attualmente in discussione alla Camera, sarà arrivata ad approvazione, diventerà molto più dispendioso. E' mancata lungimiranza politica".

A parlare è Gianfranco Morini, presidente del comitato acqua pubblica: mercoledì scorso il Forum italiano dei movimenti per l'acqua è intervenuto in audizione alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dove ha depositato un proprio documento a sostegno della proposta di legge "Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque", che nel giro di un paio di mesi verrà discussa in Parlamento e il suo iter di approvazione potrebbe completarsi in tempi relativamente brevi.

"A quel punto gli enti locali avranno dodici mesi di tempo per riprendere in mano la gestione del servizio idrico - spiega Morini. Ed è chiaro che svincolarsi da una concessione di lunga durata davanti, comporterà un costo non irrilevante. Il problema è che i comuni, di qualsiasi colore, con pochissime eccezioni, si sono sempre appiattiti sulle posizioni del gestore: e hanno sbagliato".

Il comitato è in prima fila da anni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, con tariffe eque per tutti i cittadini, che garantisca gli investimenti sulle infrastrutture fuori da qualsiasi logica di profitto, visto che il diritto all’accesso all’acqua va considerato un diritto fondamentale. La proposta di legge raccoglie le indicazioni dell'esito referendario del 2011: no alle politiche che hanno fatto dell'acqua una merce e al mercato come punto di riferimento per la sua gestione.

Sta di fatto che il Comune di Arezzo ha rinunciato ad opporsi alla richiesta di Nuove Acque dell'allungamento della concessione dal 2024 al 2027 ottenendo in contropartita l’impegno di 2 milioni di investimenti per una seconda cisterna a Poggio Cuculo, alternativa a quella ben più grande che si trova al Prato e che necessita di interventi di ristrutturazione: con quest’opera l'approvvigionamento d’acqua per la città sarebbe garantito lo stesso e si potrebbe risistemare il cosiddetto "cisternone".

"Siamo d'accordo sull'utilità di un secondo serbatoio a Poggio Cuculo. Ma è un palliativo. E Nuove Acque vi spenderà appena 2 milioni di euro: una goccia nel mare dei 150 milioni che arriveranno al gestore dalle bollette dei soli utenti di Arezzo. Senza contare che non si parla di un investimento previsto a breve ma addirittura nel 2025. Per questo dico che il Comune, mettendo sul tavolo la possibilità della proroga della concessione, perlomeno avrebbe dovuto ottenere molto, molto di più da Nuove Acque".

Morini ha concluso: "Il comitato non intende proporsi come soggetto politico, anzi. Nostro intento sarebbe quello di collaborare con le amministrazioni nell'interesse dei cittadini. Devo però ricordare che il sindaco Ghinelli in campagna elettorale mi aveva spesso “rubato” questo tema dichiarandosi apertamente favorevole alla ripubblicizzazione del servizio. E dopo l'elezione si era impegnato ad aprire un tavolo tecnico con i rappresentanti del Comitato per raccogliere e far proprie le nostre osservazioni su storture e criticità dell’attuale gestione del servizio: promessa disattesa. Il fatto è che Nuove Acque porta nelle casse comunali di Arezzo qualcosa come 7/800mila euro all'anno e sgrava le amministrazioni di responsabilità scomode. Ecco perché i sindaci, compreso Ghinelli, sulla questione restano inerti. Ma l'approvazione della nostra proposta di legge cambierà finalmente le cose. In meglio".

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