Meningite C, ora è fobia: centralini Asl presi d’assalto. Come vaccinarsi

Dopo i recenti casi in tutta Italia e la morte del bimbo di 22 mesi all’ospedale Meyer di Firenze, è partita la corsa alla vaccinazione.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   3 gennaio 2017 15:08  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo

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Adesso la paura sta prendendo il sopravvento. In tutta Italia si moltiplicano i casi di meningite. Situazioni diverse l’una dall’altra, ceppi spesso differenti tra loro, ma stessa fobia. Sebbene nel 2016 in provincia di Arezzo si siano verificati 4 casi di meningite, nessuno fatale e nessuno legato al meningococco C, quello più pericoloso, anche qui, come in altre città toscane i centralini della Asl iniziano ad essere presi d’assalto da utenti che cercano informazioni e chiedono di vaccinarsi.

La Regione Toscana, intanto, ha prorogato fino al 30 giugno 2017 la campagna vaccinale straordinaria contro il meningococco C, condotta dalle Aziende sanitarie in collaborazione con i medici e i pediatri di famiglia.

Dal maggio 2015, quando è scattata la campagna vaccinale, al 309 novembre 2016 si erano vaccinati 62.360 aretini. Di questi 22.764 sono ragazzi tra gli 11 e i 20 anni, 34547 sono adulti tra i 20 e i 45 anni e 5049 gli over 45. Sono stati proprio gli adulti la fascia numericamente più consistente.  Alto anche il numero di medici che hanno aderito alle campagne di vaccinazione: 33 pediatri su 39 (84,6 per cento) e 195 medici di medicina generale su 249 (pari al 78,3 per cento)

Come fare per vaccinarsi?
Chi desidera fare il vaccino contro il meningococco C può rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia. Solo se il medico non ha aderito alla campagna regionale, la vaccinazione può essere effettuata anche agli ambulatori della Asl, prenotando l’appuntamento agli sportelli Cup o chiamando il numero verde 800575800 (gratuito da telefono fisso) oppure da cellulare 0575/379100, non serve la richiesta del medico.

Ticket
Il ticket per il monovalente è di 24.07 euro e deve essere pagato agli sportelli Cup in fase di prenotazione, ovvero presso i riscuotitori automatici senza richiesta del medico.

La vaccinazione gratuita è stata concessa anche agli studenti residenti fuori dalla nostra provincia purché in possesso di libretto d’iscrizione all’Università e è garantita anche a chi è presente stabilmente sul territorio della Toscana (esempio per motivi di lavoro) presentando documentazione che ne attesti la presenza continuativa.

I vaccini offerti nella campagna regionale straordinaria:

• il tetravalente (per i ceppi A, C, W, Y), gratuito nella fascia di età 11-20 anni;
• il monovalente C, gratuito nella fascia 21-45; su pagamento di un ticket di 24.07 euro, per gli over 45 (il ticket deve essere pagato prima di fare il vaccino).
Entrambi i tipi vengono inoculati in un’unica dose e non è previsto il richiamo.

Cosa è la meningite
La meningite è una grave infiammazione delle membrane che avvolgono il sistema nervoso centrale (le meningi), causata da batteri, da virus, da funghi e da altri agenti patogeni.
La forma batterica, provocata da vari sierogruppi di Neisseria Meningitidis, è quella più grave rispetto alle forme virali. Si manifesta all’improvviso, con sintomi come irrigidimento della parte posteriore del collo, febbre alta, mal di testa, vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni, rash cutaneo di tipo emorragico.
La terapia consiste nella somministrazione massiccia di antibiotici specifici in ospedale, già al sospetto di malattia.

In caso di infezione batterica, occorre somministrare la profilassi antibiotica ai contatti stretti, intendendo con questa definizione coloro che nei 10 giorni precedenti alla manifestazione dei sintomi:
• abbiano condiviso l’abitazione o un ambiente di studio (la stessa classe), di lavoro (la stessa stanza) o lo stesso mezzo di trasporto per viaggi di alcune ore;
• abbiano dormito nella stessa casa o mangiato allo stesso tavolo del malato;
• abbiano avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) o abbiano avuto contatti ravvicinati;
• siano stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

 

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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