Comitato Acqua Pubblica: "Poca pressione, niente doccia ai piani alti. Un tempo non era così"

L'affondo del presidente Gianfranco Morini: "Una volta c'erano tre atmosfere a terra, sufficienti a far arrivare l'acqua fino ai piani più alti. Adesso gli utenti devono dotarsi di autoclave non vogliono avere un disservizio"

Nota del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo a firma Gianfranco Morini:

Per celebrare i 20 anni della sua gestione dell’acqua di Arezzo e provincia Nuove Acque ha pensato bene di organizzare l’evento in programma per lunedì 9 dicembre nella fastosa cornice del Teatro Petrarca di Arezzo dove, alle 9,30 , si terrà un convegno sui cambiamenti climatici e il futuro della risorsa idrica , con tanto di tavola rotonda, light lunch ecc. ecc. Sappiamo per certo che interverranno al convegno i maggiorenti di Nuove Acque , dell’azionista di minoranza privata “Suez” (che ha il comando della SpA), dell’Autorità Idrica Toscana, della Regione Toscana , del Comune di Arezzo , della Autorità di Bacino, del Cispel e del Cnr ,rappresentato dal Prof. Mario Tozzi noto esperto in materie ambientali. Tra i meriti (pochi) che Nuove Acque non mancherà di intestarsi, cogliendo la ghiotta occasione che ha indetto per poter dare una bella lucidata alla propria immagine, ci sarà anche quello di aver raggiunto ottimi livelli di risparmio della risorsa idrica che la pongono al primo posto tra i gestori della Toscana in quanto a riduzione delle perdite di rete. Però, come molti utenti hanno potuto constatare, questo risultato è frutto della preordinata e costante pratica di riduzione della pressione dell’acqua nelle condotte che, se da una parte danno lustro all’immagine della società di gestione, di contro provoca enormi disagi a qualche migliaio di famiglie che abitano i piani superiori degli edifici di ampie zone di Arezzo e paesi vicini. La risposta che si sentono dare da Nuove Acque quelli che reclamano per questo disservizio è che “ l’utente deve dotarsi di autoclave (serbatoio, pompa, quadro elettrico, ecc.) se vuole avere in casa una pressione sufficiente ad azionare la caldaia per avere acqua calda”. Dotazioni queste che la gran parte degli edifici condominiali non avevano, o avevano dismesso, molti anni addietro essendo che la pressione dell’acqua nelle condotte, a fine anni 90 e nei primi anni 2000, era di 3 atm a livello strada e con quella pressione venivano serviti a sufficienza anche i piani alti degli edifici. Che si abitasse al terzo o quarto piano ci si poteva fare una doccia calda a qualsiasi ora del giorno. Da tempo non è più così. Riteniamo inaccettabile che l’Azienda di gestione sia ricorsa alla riduzione di pressione nelle condutture per conseguire maggiori risultati in fatto di perdite di rete procurando però enormi disagi ai cittadini-utenti chiamati comunque a pagare bollette sempre più esose (+360% dal 1999 ad oggi) per un servizio inadeguato. Il sindaco di Arezzo, ma anche quelli degli altri comuni devono intervenire sulla dirigenza della società di gestione perché cessi di usare questa furbesca modalità per ottenere minori perdite di rete. Si metta mano alle sostituzioni delle condotte obsolete, come era stato promesso 20 anni fa, dai sindaci allora in carica, a giustificazione della scelta di ricorrere all’affidamento del servizio idrico nelle mani dei voraci soci privati francesi. Sollecitiamo quei cittadini-utenti che subiscono disagi per insufficiente pressione ai rubinetti a far sentire forte la loro protesta a Sindaci, Società e Autorità . Lunedì mattina al Teatro Petrarca hanno l’occasione per farlo, lo facciano. Il comitato sarà con loro. Appuntamento lunedì 9 dicembre, alle ore 9,00 in Via Guido Monaco 34 , nei pressi del Teatro Petrarca.

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