La Tappa non gestisce più il verde delle scuole di Arezzo: “Erba alta? Non è colpa nostra. Persi due posti di lavoro per svantaggiati”

“Il Comune fa le sue scelte. Abbiamo perso l’appalto per la cura del verde nei plessi scolastici di Arezzo dopo oltre venti anni. Dallo scorso ottobre non ce ne occupiamo più. Purtroppo, ci arrivano mail di lamentele per le condizioni dei giardinetti di asili e scuole: ma non è più la cooperativa sociale La Tappa a dover tagliare l’erba alta”. Lo dice Gianni Sacchetti, da 15 anni coordinatore del servizio Verde scolastico della coop: “Abbiamo perso un appalto da 50mila euro e due posti di lavoro per svantaggiati”.

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   16 aprile 2018 14:48  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


“Il Comune fa le sue scelte. Abbiamo perso l’appalto per la cura del verde nei plessi scolastici di Arezzo dopo oltre venti anni. Dallo scorso ottobre non ce ne occupiamo più. Purtroppo, ci arrivano mail di lamentele per le condizioni dei giardinetti di asili e scuole: ma non è più la cooperativa sociale La Tappa a dover tagliare l’erba alta”. Per renderlo chiaro, Gianni Sacchetti (foto sotto) da 15 anni coordinatore del servizio Verde scolastico della coop, ha anche fatto un post su facebook: “non vorrei che al danno di aver perso una importante commessa di lavoro, si aggiungesse anche la beffa di essere ritenuti responsabili di un servizio per il quale ci sono lamentele”.

Quando è arrivata la comunicazione del Comune?

“Lo scorso ottobre. La nuova dirigente ci ha annunciato che il bando sarebbe stato aperto a tutti, non solo alle cooperativa sociali di tipo B. Una scelta politica, così ci è stato detto”.

Il servizio non veniva assegnato, ma riuscivate ad aggiudicarvi il bando.

“Sì, da oltre venti anni. Abbiamo curato il verde pubblico sotto le precedenti amministrazioni. Anche con quella di centrodestra di Lucherini. Circa 70 plessi scolatici erano responsabilità nostra, una ventina di un’altra cooperativa: la Sodiser, sempre di Arezzo”.

Il fatto di assegnare questo servizio a una cooperativa sociale è una facoltà dell’amministrazione, non un obbligo. 

“Infatti. Dopo oltre venti anni è cambiato indirizzo. E’ stato fatto un bando aperto a tutti e ci sono state imprese che hanno messo sul piatto proposte più basse. Abbiamo partecipato anche noi, ma non ce l’abbiamo fatta”.

Quali sono le caratteristiche di una cooperativa sociale di tipo B?

“Che ci sia almeno un terzo di lavoratori svantaggiati”.

Quanto è grande la vostra?

“Siamo circa 30 soci lavoratori. Siamo la più vecchia cooperativa sociale di Arezzo, attiva dagli anni ’80”.

Che tipo di lavoratori svantaggiati avete con voi?

“Sia persone con disabilità fisiche che mentali, pazienti psichiatrici e coloro che stanno intraprendendo un percorso di recupero dalla tossicodipendenza”.

Non poter contare su questo appalto, in termini economici, che cosa significa per voi?

“Dover rinunciare a 50mila euro l’anno e al lavoro per due persone svantaggiate”.

Con quali altre attività vi sostenente?

“La manutenzione del verde per conto di privati, abbiamo in gestione circa 30 condomini. Poi abbiamo il verde di Nuove Acque, dell’ospedale San Donato e della Chimet. Ci occupiamo anche di gestione di rifiuti e di accoglienza”

L’amministrazione così ha risparmiato. Quali benefici avrebbe avuto il Comune di Arezzo assegnando il servizio a una cooperativa sociale?

“Beh, avrebbe permesso l’inserimento di persone svantaggiate in ambiente lavorativo. Sgravando un po’ l’onere dei servizi sociali, che così hanno più persone in carico”.

E voi non avevate ricevuto mai lamentele per il vostro operato?

“Mai. Non siamo i fenomeni della manutenzione, sia chiaro. Ma avevamo un rapporto diretto con i plessi scolastici. Facevamo un taglio ogni 20 giorni, di prassi, ma in occasioni di particolari – eventi, feste, etc – facevamo manutenzione extra. Ora se le cose oggi non funzionano, quantomeno non vogliamo che siano addossate responsabilità dalla coop La Tappa”.

Foto in copertina di repertorio

@MattiaCialini

 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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