La riabilitazione post ictus diventa più veloce e appropriata

Progetto pilota all’ospedale di Montevarchi. Mauro Mancuso (CRT): “Il primo paziente sottoposto alla nuova procedura è stato dimesso dopo 15 giorni senza ausili”.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   11 ottobre 2018 10:02  |  Pubblicato in Attualità, Valdarno


Un percorso di riabilitazione, post ictus, che accelera la ripresa e accorcia i tempi di degenza. La novità riguarda la CRT (Clinica Riabilitazione Toscana), in collaborazione con l’ospedale di Montevarchi. I pazienti con ictus, dopo essere stati sottoposti a fibrinolisi in Pronto Soccorso e stabilizzazione clinica in Medicina d’Urgenza (HDU), accedono direttamente alla Riabilitazione entro 48-72 ore, mentre generalmente rimangono nei reparti per acuti (Neurologia o Medicina) anche per una settimana e solo dopo, appena si liberano i posti in Riabilitazione, possono essere spostati.

“Si tratta di un modello anglosassone che stiamo sperimentando da un mese qui in Valdarno e siamo tra i primi in Italia – spiegano Mauro Mancuso, direttore scientifico e sanitario della CRT, e Simone Nocentini, direttore del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza della Gruccia – Consente ai pazienti di iniziare la riabilitazione in tempi brevi e di sfruttare al meglio i numerosi momenti nell’ambito della giornata. Essendo ricoverati alla CRT, non solo possono essere seguiti in modo specifico ma si liberano posti letto per pazienti acuti nei reparti dell’ospedale. Posti letto dove fino ad oggi questi pazienti rimanevano per più giorni”.

I vantaggi di questo percorso incidono anche sulla convalescenza e sulla ripresa del paziente, con una serie di interventi (come la decateterizzazione vescicale) che sono più veloci, ma sempre ovviamente legati alle condizioni della persona ricoverata. Il primo ricoverato, sottoposto a questa nuova procedura, è entrato alla CRT il 10 settembre scorso ed è stato dimesso, senza alcun ausilio, il 25 settembre. “Si è detto molto soddisfatto dai risultati e dal servizio – continua Mancuso – ed ha sottolineato come le varie parti del percorso, dal Pronto Soccorso alla CRT, siano stati in perfetta sinergia tra loro. Questo non può farci che piacere e ci spinge a continuare su questa strada con la sperimentazione”.

E’ sempre alta l’attenzione della Asl Toscana sud est su questi temi.

“Ormai da anni nella nostra Azienda è presente il modello integrato della Stroke Unit – dichiara Lucia Lenzi, direttore del Dipartimento della Riabilitazione – grazie alla stretta collaborazione con Giovanni Linoli, direttore della Rete Stroke aziendale e direttore della Stroke Unit Arezzo e Rosanna Palilla, responsabile del percorso riabilitativo. Vengono applicate le linee guida dello SPREAD (Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion) come pratica ormai quotidiana, in cui è presente l’equipe riabilitativa all’interno del reparto, in un lavoro multidisciplinare e multiprofessionale per la presa in carico precoce della persona con ictus.
Adesso l’obiettivo ambizioso è di esportare questa funzione anche nelle altre realtà e ciò sarà possibile grazie alla collaborazione dei colleghi di Siena e Grosseto, oltre all’aggiornamento di protocolli comuni per la Qualità e Gestione del rischio clinico”.

A dimostrazione di come CRT e Asl Toscana sud est stiano lavorando al meglio su questi temi, è in programma per il 21 novembre una giornata di studi alla Gruccia proprio sui percorsi per pazienti con Ictus e sarà presente Peter Langhorne, uno dei maggiori esperti in materia a livello mondiale.

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