"In un anno oltre 430 migranti a scuola di italiano". Oxfam replica all'amministrazione comunale di Arezzo

“Nell’ultimo anno di attività alla Casa delle Culture di Arezzo oltre 430 cittadini stranieri e richiedenti asilo hanno seguito corsi di insegnamento di italiano realizzati da Oxfam dalle associazioni aretine, per una media settimanale di oltre...

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“Nell’ultimo anno di attività alla Casa delle Culture di Arezzo oltre 430 cittadini stranieri e richiedenti asilo hanno seguito corsi di insegnamento di italiano realizzati da Oxfam dalle associazioni aretine, per una media settimanale di oltre 110 ore di corsi di lingua e doposcuola, che sono stati un fattore determinante per l’integrazione anche di tanti soggetti vulnerabili tra cui donne e minori, che hanno avuto così la possibilità di conseguire titoli di studio e potersi inserire più facilmente nel mondo del lavoro”.

Così Alessandro Bechini direttore dei programmi in Italia di Oxfam, risponde alle affermazioni dell’amministrazione comunale nel corso del Consiglio del 18 giugno.

“L’insegnamento della lingua italiana è sempre stato tra gli obiettivi primari del lavoro realizzato presso la Casa delle Culture. – continua Bechini – Grazie ad un intenso impegno quotidiano oltre a corsi di diverso livello, sono stati infatti realizzati laboratori gratuiti come “L’italiano per la patente” e “Vivere in Italia”, con approfondimenti volti a facilitare la comprensione del contesto socio-culturale italiano da parte dei cittadini stranieri. Corsi, quest’ultimi, realizzati con fondi ministeriali in partenariato con il CPIA. Ma questo lavoro non può essere accostato alle difficoltà di alcune persone nella lettura del testo per il giuramento ai fini dell’acquisizione della cittadinanza italiana, come ha affermato l’Amministrazione comunale. – aggiunge Bechini - In nessuna parte della legge n. 91 del 1992, che regola l’acquisizione della cittadinanza italiana, è previsto infatti il raggiungimento di un livello linguistico specifico e non tutti i cittadini che hanno fatto richiesta di cittadinanza italiana, avevano l’obbligo di partecipare ai corsi di lingua organizzati all’interno della Casa delle Culture. Inoltre occorre precisare come la stessa Amministrazione ha sempre approvato tutte le attività svolte all’interno della struttura, compreso il sostegno linguistico, a pagamento, per il conseguimento della patente di guida”.

Oxfam sottolinea inoltre come la Casa delle Culture abbia sempre rappresentato un punto di riferimento per le associazioni del territorio, le istituzioni e gli assistenti sociali per la compilazione delle pratiche inerenti a progetti di ritorno volontario assistito di cittadini stranieri, che prevedono un aiuto per il reinserimento nei Paesi di origine. Sono stati circa 40 all’anno gli incontri e i colloqui con gli utenti interessati a lasciare il nostro paese e le amministrazioni pubbliche e private che si sono rivolte alla struttura per avere consulenze e informazioni. Le domande compilate allo sportello che si sono concluse positivamente sono state 5 solo negli ultimi 12 mesi, grazie alla collaborazione con IOM e GUS.

“Dalla sua apertura la Casa delle Culture ha fornito servizi essenziali a circa 40 mila cittadini italiani e stranieri in difficoltà con oltre 35 mila accessi per la partecipazione alle diverse attività e corsi. - conclude Bechini - Siamo molto dispiaciuti che l’Amministrazione sia passata da essere un soggetto promotore a essere completamente assente e poco informato sulle attività e i risultati raggiunti nel tempo”.

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