I portoghesi? “Così si incentivano”. Nessun controllore in servizio negli autobus ad Arezzo

Per diventare controllori, gli autisti devono partecipare ad un corso di formazione abilitante

Enrica Cherici
Enrica Cherici
Invia per email  |  Stampa  |   16 settembre 2016 6:32  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


Non ci sono controllori in servizio in questo periodo negli autobus di Arezzo. La notizia arriva da fonti dirette della Uil Trasporti. Da fine luglio nessuno dei 4 controllori abilitati a monitorare il pagamento di biglietti e abbonamenti per usufruire del trasporto pubblico locale, sia urbano che extraurbano, è al lavoro e pare che questa situazione si protrarrà ancora fino a metà ottobre.

“C’è chi ha un infortunio perché è stato aggredito in pullman, c’è chi è in malattia e chi in ferie – ci racconta Alfonso Marzi della Uil Trasporti – E’ una problematica grossa che chiediamo all’azienda di affrontare quanto prima. Da fine luglio la zona che copriamo con gli autobus Tiemme è senza controllori. La questione riguarda le tratte inglobate dalle  vecchie linee di Lfi e Atam, quindi tutta la provincia di Arezzo, ma anche la parte senese di Chianciano e Montepulciano.”

Insomma un’area vastissima per la quale già una squadra di 4 controllori non sembra che possa bastare rispetto alla mole di lavoro, ai chilometri ed agli orari da coprire:

“Così si favoriscono i cosiddetti portoghesi  quelli che non pagano mai il biglietto e la fanno franca commenta Marzi – a danno di chi invece è in regola, dell’azienda stessa e dell’intera comunità che comunque deve sopportare i costi del servizio. Secondo noi solo la città di Arezzo dovrebbe avere una squadra in servizio la mattina che si alterni con un’altra il pomeriggio, più il controllo pianificato anche per i giorni festivi.”

Per diventare controllori, gli autisti devono partecipare ad un corso di formazione abilitante

“In realtà l’azienda non ha incrementato il ruolo dei controllori dal 2008, perché li dovrebbe sottrarre da chi è in servizio specifico come autista. Noi chiediamo investimenti nel personale, e nella sua formazione, perché il servizio pubblico deve essere sostenibile.”

 

 

 

 Enrica Cherici 
Enrica ChericiAretina D.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie.
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