Griffe nascosta, stile evidente: ecco i vini del Borro, il borgo rinato con Ferragamo

La griffe è nascosta ma lo stile si vede. Ai piedi dell’imponente Pratomagno, adagiata sul velluto delle pieghe collinari del Valdarno, si trova la tenuta Il Borro. Un borgo che incrocia natura, arte e cultura: chiese antiche e ponti romanici...

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La griffe è nascosta ma lo stile si vede. Ai piedi dell’imponente Pratomagno, adagiata sul velluto delle pieghe collinari del Valdarno, si trova la tenuta Il Borro. Un borgo che incrocia natura, arte e cultura: chiese antiche e ponti romanici, casolari tradizionali e boschi secolari. Scorci unici, resi eterni dai dipinti di Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. Nel piccolo agglomerato medievale che sorveglia la cantina, il tempo sembra essersi fermato. Ogni vicolo, ogni pietra, ogni camino raccontano la storia di una Toscana rara e autentica fatta di sapori, di profumi, di terra e di passioni. Il Borro è un piccolo, grande affresco di un mondo lontano: le pennellate sono quelle delle famiglie storiche come i Pazzi, i Medici e i Savoia, che nel tempo si sono susseguite.

Ferruccio Ferragamo si recava in vacanza sulla cima dell’altopiano del Borro, lontano dai rumori e dalla frenesia della città. Anno dopo anno, lo sentì sempre più casa sua e nel 1993 decise di acquistare la proprietà. Non fu una decisione semplice: le case cadevano a pezzi, le strade non esistevano più e i campi erano abbandonati. Il restauro ha mantenuto lo stile tradizionale: le antenne sono state tolte, i fili elettrici interrati e è stata ricostruita l’antica pavimentazione con lastre in pietra. Le vecchie case coloniche furono ristrutturate e arredate con camini e mobili antichi e i mestieri di un tempo vennero ripresi grazie alla volontà di sapienti artigiani che decisero di aprire lì le loro botteghe. L’azienda vitivinicola fu presa in mano dal figlio più grande, Salvatore, che porta lo stesso nome di suo nonno.

Gli inverni miti, l’umidità e l’ottima esposizione dei vigneti si sposano a un terreno geologicamente segnato dalle acque dei grandi laghi che in epoca pliocenica coprivano l’intera valle.

Il terreno di arenaria ricco di sabbia e argilla è ideale per la coltivazione della vite.

Si producono vini bianchi e rossi, sia con vitigni autoctoni, come il sangiovese, che internazionali, come chardonnay, sauvignon, cabernet sauvignon, merlot e syrah. Diversi vitigni convivono, adattandosi al meglio alla variabilità dei terreni. Sono 45 gli ettari vitati, situati tra i 300 e i 600 metri sopra al livello del mare.

Salvatore FerragamoFin da subito, Salvatore, seguito e consigliato dal padre, si dedicò ad attenti studi che hanno condizionato ogni scelta: dalle varietà, ai cloni, ai porta innesti, nulla è stato lasciato al caso. “Essere vignaioli, uomini di terra, ci ha sempre spinto a riflettere sul valore di un’agricoltura e uno sviluppo sostenibili”. Dal 2011 la cantina è in conversione biodinamica mentre, nel corso del 2015, ha ottenuto la certificazione biologica. L’attenta gestione di ogni singola parcella non si avvale di ricette, ma vive di interventi specifici in base alle sempre diverse condizioni della materia prima. “La nostra dedizione – spiega Salvatore Ferragamo – diventa un impegno tangibile non solo nelle attività agricole, ma in ogni singolo aspetto della realtà de Il Borro”. Al percorso della coltivazione biodinamica, strettamente legata al principio di sostenibilità, si sono affiancati numerosi progetti: i pannelli fotovoltaici, l’utilizzo di mezzi di trasporto elettrici, la realizzazione di impianti geotermici nei casali, in grado di rendere sempre minore l’impatto sull’ambiente. “Vogliamo essere attori responsabili del nostro ecosistema, tutelando e valorizzando al meglio le risorse naturali a nostra disposizione”.

La cantina, cuore dell’azienda è scavata nella terra e si snoda sotto l’antica villa. Un tunnel silenzioso dove il frutto viene trasformato in vino. Con semplicità e altrettanta attenzione. Le uve sono raccolte manualmente e selezionate con cura, diraspate, pigiate e il mosto convogliato in contenitori di acciaio o legno per la fermentazione alcolica.

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“Nel lungo percorso di crescita dei nostri vini – racconta Salvatore – l’affinamento svolge un ruolo fondamentale dove di volta in volta selezioniamo roveri francesi con particolare attenzione alla foresta di provenienza e alle tostature, affinché l’elevazione avvenga in condizioni ottimali per una perfetta valorizzazione dei profumi e dei sapori dei nostri prodotti. Inoltre, per donare ancora più complessità ai nostri vini, i blend avvengono dopo l’invecchiamento e dopo una severa scelta delle singole botti. Prima che il vino esca dalla cantina per raccontare la sua storia al mondo, il passaggio in vetro è fondamentale per un loro corretto invecchiamento”.

Sei le etichette in commercio: Il Borro, vino bandiera dell’azienda, un blend di uvaggi sapientemente amalgamati, un vino energico ed elegante, capace di lungo invecchiamento; il blasonato Alessandro Dal Borro, dedicato al capitano aretino, marchese del borgo. E’ il frutto della passione di una delle varietà più rappresentative, il syrah; è prodotto solo nel formato magnum. C’è poi il Polissena, atto di amore verso il sangiovese, il Pian di nova – rosso Igt blend di sangiovese e syrah - e il Lamelle – bianco Igt chardonnay 100% -, fruttato e piacevole nella sua freschezza. Non poteva mancare l’Occhio di Pernice, vin santo da sole uve sangiovese: ricco ma equilibrato. In primavera farà il suo ingresso l’ultimo arrivato della famiglia Il Borro, metodo classico rosé da uve sangiovese.

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Per diffondere e promuovere la cultura del vino, ogni anno Il Borro sponsorizza e organizza, insieme all’Ais di Arezzo, il concorso rivolto ai giovani sommelier.

Ma Il Borro non significa solo vino ma anche olio, miele, frutta e verdura. La sorella di Salvatore, Vittoria, da poco più di un mese ha messo in piedi un progetto che sta già ottenendo grande successo: si tratta di un servizio di consegna a domicilio di cassette di ortaggi sempre freschi e sempre diversi, in base alla stagione. In poco tempo hanno aderito oltre 30 famiglie a Firenze che hanno richiesto una scatola a settimana.

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Il Borro è oggi anche un Relais & Châteaux che propone un’esperienza di ospitalità unica, alla scoperta della Toscana autentica. Nel borgo si trovano le ville e suites, fra ulivi e vigne le tradizionali case coloniche. Vi sono poi due ristoranti: l'osteria del Borro, atmosfera esclusiva e cucina ricercata, e il Tuscan Bistrot al piano terra, piatti genuini e ambiente familiare.

Il Borro

Indirizzo: Località il Borro 1, San Giustino Valdarno

E-mail: vino@ilborro.it

Web: www.ilborro.it

Vini: Il Borro, Alessandro dal Borro, Polissena, Pian di Nova, Lamelle, Occhio di Pernice

Altri prodotti: grappa, miele, olio extra vergine di oliva, verdura @CalcagnoChiara

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