Il ricordo del sindaco Agnelli: "Per me più vivo dei viventi, nella categoria degli immortali"

Sono passati 15 anni da quel tragico incidente, sembra ieri, anzi, come se quell’11 gennaio del 2005 non ci fosse mai stato

Sono passati 15 anni da quel tragico incidente, sembra ieri, anzi, come se quell’11 gennaio del 2005 non ci fosse mai stato. Sì perché Fabrizio Meoni è ancora in mezzo a noi, tra la gente, tra i castiglionesi, insieme agli amici motociclisti con i quali ha vissuto le più grandi esperienze legate ai motori. Lo dimostrano i tanti centauri che si fermano lungo la strada regionale 71 per una foto ricordo davanti alla statua che lo ritrae, o le tante manifestazioni e raduni realizzati in suo onore, o chi, come Paolo Lucci, giovane e promettente motociclista castiglionese, ha scelto di partecipare all’Africa Eco Race per rivivere le stesse emozioni vissute da Fabrizio. Non bisogna, poi, dimenticare l’attività della Fondazione Fabrizio Meoni che ha tradotto i “sogni” di Fabrizio in realtà aiutando le popolazioni dell’Africa a lui tanto care. Il gigante buono nasce a Castiglion Fiorentino il 31 Dicembre del 1957 e già nel 1978, poco più che ventenne, vince il Campionato Italiano Enduro 125. Ma è nel 1989 che avviene la svolta: noleggia una KTM 350 cm³ e partecipa al suo primo rally, l'Incas Rally in Perù. Giunge quarto e scopre la sua vera vocazione. L'anno successivo prepara una KTM 500 cm³ 2t per partecipare al Rally di Tunisia ma cade e s'infortuna. Torna in Perù e questa volta vince il Rally. La sua carriera, quindi, s’impenna iniziando a collezionare vittorie nei più svariati rally, come quello dei “Faraoni”, del “Rally D’Egitto” arrivando perfino a vincere la Coppa del Mondo. Ma il più grande sogno era la partecipazione al rally motoristico più famoso ed emozionante al mondo: la Parigi-Dakar.  Nel 1997 viene contattato dalla KTM, dandogli la possibilità di correre da pilota ufficiale. L’inizio fu funesto, con una caduta nelle prime tappe e il conseguente ritiro. Nel 1998 torna più agguerrito che mai sostenuto anche dal compagno e amico Giovanni Sala alla sua prima esperienza a Dakar. Quell’anno arriva secondo. Il 2001 è l’anno della svolta mettendo a segno la sua prima vittoria alla Dakar, l’anno dopo arriva la seconda vittoria. Il sogno s’infrange nel 2005, durante quella che dovrebbe essere stata la sua ultima Dakar.  Fabrizio Meoni muore a causa di un arresto cardiaco, in seguito ad una caduta, al km 184 dello sterrato tra Atar e Kiffa (Mauritania),  nella quale si ruppe due vertebre cervicali.

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“Non voglio più ripercorrere i ricordi funesti di 15 anni fa, ai quali preferisco anteporre il quadro di un affetto smisurato dei tantissimi motociclisti, appassionati di sport, testimonial della solidarietà, che elevano Fabrizio Meoni ad essere considerato più vivo dei viventi, attribuendolo di diritto alla categoria degli immortali” conclude il sindaco Mario Agnelli.

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