Esercito al fianco di polizia e carabinieri. Magi: “Permetterebbe di dare più sicurezza ad Arezzo”

“Non credo che l’operazione ‘Strade sicure’ vada ad aggravare o peggiorare la situazione in città, ma al contrario credo che se avverrà sarà più che positiva ed accettata dalla maggioranza degli aretini. Peraltro, già diverse città toscane hanno sperimentato, da anni, questa presenza: Firenze, Pisa, Prato, Siena, Lucca, Livorno, Pontedera e Cascina”.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   29 settembre 2018 22:36  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo

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“Ad Arezzo ‘Strade Sicure’ permetterebbe di riorganizzare il presidio del territorio e dare maggiore sicurezza a tutta la città, a cominciare da quelle zone che presentano criticità e quindi sono ritenute più a rischio”.

Sul dibattito che si è aperto a seguito dell’interrogazione presentata, nella seduta dell’ultimo Consiglio Comunale dal consigliere del gruppo Ora Ghinelli Simone Chierici e con la quale è stata fatta richiesta di inserire il Comune di Arezzo nell’operazione “Strade Sicure”, interviene l’assessore alla Sicurezza Barbara Magi.

“Desidero fare una precisazione limitandomi ad illustrare meglio in cosa consiste questa operazione, cosa prevede e cosa ha comportato o portato nelle città dove è già stata applicata”, dice Magi. “L’operazione prevede che il personale delle Forze Armate, che opera in qualifica di agente di pubblica sicurezza, sia posto a disposizione dei Prefetti e da questi impiegato per servizi di vigilanza a siti e ‘obiettivi sensibili’, congiuntamente alle Forze di Polizia. Tra gli ‘obiettivi sensibili’ sono compresi le infrastrutture, le stazioni, i luoghi di culto, sedi museali, tutti siti presenti anche nella nostra città. Ad Arezzo, oltre alla cattedrale, ci sono la stazione ferroviaria, collocata proprio al centro della zona sensibile Campo Marte – Pionta, importanti siti museali e luoghi simbolo. Siti, tutti, che sicuramente possono giustificare attività di controllo e presidio atte a consolidare e rafforzare le misure già attive. Tali attività si svolgerebbe in concorso e congiuntamente alle altre forze di polizia per assicurare un maggiore livello di vigilanza e tutela degli obiettivi di interesse prioritario in città. L’attivazione di ulteriori risorse messa in atto dell’operazione ‘Strade Sicure’ ha riportato ovunque risultati più che soddisfacenti e questo è da attribuire all’effetto deterrente che la presenza dei militari sul territorio esercita sulla microcriminalità – puntualizza l’assessore – Ad Arezzo ‘Strade Sicure’ permetterebbe di riorganizzare il presidio del territorio e dare maggiore sicurezza a tutta la città, a cominciare da quelle zone che presentano criticità e quindi sono ritenute più a rischio. Affiancare i militari alle forze dell’ordine, militari in numero molto limitato, non significa assolutamente militarizzazione del territorio e tantomeno volontà di sovvertire l’attuale modello di sicurezza basato sulla centralità dell’autorità di pubblica sicurezza. Significa semplicemente mettere in sinergia le risorse possibili a disposizione, nell’interesse primario della comunità. I cittadini attraverso i propri delegati che siedono nel consiglio comunale, hanno legittimamente rappresentato quelle che sono le istanze di gran parte degli aretini. Non credo che l’operazione ‘Strade sicure’ vada ad aggravare o peggiorare la situazione in città, ma al contrario credo che se avverrà sarà più che positiva ed accettata dalla maggioranza degli aretini. Peraltro, già diverse città toscane hanno sperimentato, da anni, questa presenza: Firenze, Pisa, Prato, Siena, Lucca, Livorno, Pontedera e Cascina”.

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