Città a emissioni zero? Arezzo bocciata da Legambiente: "Troppi mezzi, poco accessibile e senza Pums"

Tra le controproposte c'è la pedonalizzazione del centro storico

Arezzo bocciata per gli indici che la rendono lontana da essere una città a emissioni zero. Ci sono alcune criticità che fanno guadagnare ad Arezzo una sola stella per accessibilità, cioé la la possibilità di muoversi con mezzi non proprietari, e una sulle strategie dell'amministrazione locale sulla mobilitià urbana sostenibile che quindi è valutata come scarsa da Legambiente. L'analisi scaturisce dalla presenza ad Arezzo del Trenoverde che ha lasciato la stazione da poche ore, non prima però di aver dato il proprio verdetto. 

Il livello di accessibilità considerando il trasporto pubblico locale, lo sharing e le bici si ferma al 19%, lo spostamento a piedi in bici o con mezzi elettrici è solo al 15%. L'applicazione del Pums è ancora attesa.

Città storica, di piccole dimensioni e molto fortunata per il contesto ambientale in cui è collocata Arezzo vanta, in genere, posizioni invidiabili nelle classifche nazionali sulla vivibilità urbana, ma i parametri relativi alla mobilità raccontano, ormai da molti anni, un’altra faccia della nostra città. Ad Arezzo sono presenti 67 auto/100 ab, indice fra i più alti d’Italia; solo 0,20 m2 /ab sono dedicati ad isole pedonali; i percorsi ciclabili rappresentano soltanto 4,9 m/100ab. Dai dati ISTAT risulta che gli aretini si spostano prevalentemente utilizzando l’auto privata (66%). Solo il 16% utilizza il trasporto pubblico, il 12% si sposta a piedi e pochi in bicicletta (3%). Gli efetti di questi dati si leggono purtroppo sulla salute e sull’ambiente: nel 2017 si registrano 0,91 morti per incidente stradale ogni 10000 abitanti e i dati sulla qualità dell’aria non sono confortanti sia per NO2 (27,5 µ gr/m3 media) che per O3 (35 giorni di superamento dei limiti in un anno).

La scheda *in neretto i dati più negativi

Abitanti  99.469
Reddito per abitante 14.631
Superficie Km2 106
Densità (abitante per km2) 3.233
Isole pedonale (m2 per abitante) 0,20 
Verde (m2 per abitante) 31,8
Percorsi ciclabili 4,9
Piste ciclabili  26,1
No2 27,5
O3 (giorni di superamento) 34
Pm2,5 13
Incidenti (morti per abitanti in migliaia) 9,1

Gli spostamenti ad Arezzo:

Auto moto tpl  bici a piedi
66% 4% 16% 3% 12%

I mezzi di trasporto:

Offerta mezzi di trasporto numero N/100 ab
Autoveicoli 366.815 67
Motoveicoli 14.585 15
Tpl (vetture/Km/pro capite) 1.803.305 18
Car sharing 30 0,01
Moto, scooter, E bike sharing 0 0
Bike sharing nd 0,01

Per tutti questi motivi sarà fondamentale l'applicazione del piano urbano della mobilità sostenibile che dovrà condurre Arezzo sempre più verso emissioni zero. "Trasformare Arezzo in una città in cui muoversi in sicurezza e rispettando l’ambiente, soprattutto attraverso sistemi di mobilità dolce e a zero emissioni, crediamo non sia un sogno ma una priorità e un obiettivo realistico, concretamente perseguibile" commenta a tal proposito Legambiente.

La fotografia che emerge è quella di una città che ancora deve fare molti passi in avanti. Il livello di accessibilità di Arezzo attraverso TPL, car sharing e bici è solo del 19% e ad oggi gli spostamenti compiuti con mezzi a zero emissioni costituiscono una percentuale ancora insufciente, 15%. Gli strumenti di pianifcazione locale, come il PUMS in fase di discussione e approvazione, non sembrano ancora prendere seriamente in carico l’obiettivo di invertire la rotta. La mobilità sostenibile non si raggiunge, infatti, con lo snellimento e la fuidifcazione del trafco e l’aumento di oferta di strada. Più strade a disposizione generano, invece, maggior fusso veicolare e non accrescono la mobilità, tanto meno la mobilità sostenibile. Le limitate dimensioni dell’area urbana, attraversabile a piedi in poco più di 20 minuti, costituiscono un importante punto di forza per riorganizzare all’insegna della mobilità dolce gli spostamenti nella città. La struttura urbanistica con la quale Arezzo si è sviluppata presenta invece alcuni elementi di fragilità, come il fatto che più di un terzo degli abitanti vivono nelle frazioni e da esse si spostano quotidianamente per accedere ai vari servizi.

Il decalogo di Legambiente per Arezzo a emissioni zero

Secondo Legambiente Arezzo ha le caratteristiche e le potenzialità per cogliere la sfida del cambiamento, verso un sistema di mobilità sostenibile e a zero emissioni, possibile attraverso la riorganizzazione strutturale dei servizi e degli stili di vita e un sistema chiaro di incentivi alla mobilità dolce e alternativa e disincentivi all’utilizzo dell’auto:

- Rendere la città all’interno della cinta muraria un’oasi della mobilità dolce, pedonale e ciclabile, garantendo condizioni di sicurezza attraverso una zona 20 omogenea e continua, doppio senso ciclabile in tutte le strade, parcheggio di superfcie ridotto ai soli residenti, in modo che l’auto divenga un’opzione solo residuale

- Valorizzare la funzione dei parcheggi perimetrali esistenti (Baldaccio, Mecenate ecc) disincentivando i parcheggi interni alla città e riservando la Cadorna solo ai residenti

- Realizzare percorsi ciclabili e pedonali in sicurezza nelle radiali principali e dalle frazioni più vicine

- Realizzare sistemi di sicurezza sulle rotatorie urbane e, ove occorra, sottopassaggi

- Razionalizzare i passaggi ciclopedonali, realizzandoli solo con criteri di visibilità e sicurezza.

Accanto a questi interventi di ordine tecnico progettuale riteniamo fondamentale lavorare contemporaneamente per risolvere alcuni nodi legati anche alle consuetudini che incidono molto sulla mobilità:

- razionalizzare il TPL intervenendo su percorsi e cadenze soprattutto in fasce orarie di maggiore utenza

- favorire la difusione di nuovi sistemi di trasporto collettivi come il car sharing, valorizzando maggiormente luoghi strategici della città, come ad esempio la stazione

- Sperimentare, anche attraverso progetti pilota, nuovi sistemi di mobilità per le zone di maggiore fruizione ricreativa (cinema multisala, centro afari, centri commerciali, ecc)

- Realizzare condizioni di sicurezza intrinseca permanente (aree pedonali, zone 20 e 30) nelle aree circostanti alle scuole. Attivare sperimentazioni e progetti pilota per afermare modalità di spostamento casa-scuola sostenibili e sicuri, valorizzando esperienze già condotte in passato e iniziative spontanee attualmente in essere

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Commenti (2)

  • in effetti i parcheggi sono stati disincentivati, quelli periferici però. Mecenate a pagamento, scale mobili a pagamento, altri che da bianchi diventano blu, altri eliminati del tutto. Chi parcheggiava in zona Mecenate gratis ora va a cercare un posto in Via Giotto o addirittura al Pietri spendendo quindi alla fine più che pagando al Mecenate e aumentando il traffico oppure parcheggia fuori posto tanto non succede niente. Comunque ci fossero più parcheggi bianchi ben distribuiti semiperiferici magari un pò di gente in pù sarebbe invogliata a farsi una salutare passeggiata.

  • "Disincentivare i parcheggi" fa riderissimo. 87 vigili, ne hanno assunti altri 7. Sono 94 e dalle 13 alle 14 non c'è in servizio nessuno. Ma cosa si vuole disincentivare se i vigili quando c'è traffico si mettono tutti il cambio turno?

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