E’ allarme smog anche ad Arezzo. Enrico Rossi: “Limiti a traffico e riscaldamenti, se serve”

Non piove più da tempo e anche nei prossimi giorni, secondo i meteorologi del Consorzio Lamma, di precipitazioni non ce ne saranno. Arezzo, come molte altre zone della Toscana, è quasi costantemente avvolta dalla nebbia. La concentrazione di polveri sottili non accenna a diminuire e lo smog inizia a preoccupare i residenti, benché – quella […]

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   29 dicembre 2015 0:06  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


Non piove più da tempo e anche nei prossimi giorni, secondo i meteorologi del Consorzio Lamma, di precipitazioni non ce ne saranno. Arezzo, come molte altre zone della Toscana, è quasi costantemente avvolta dalla nebbia. La concentrazione di polveri sottili non accenna a diminuire e lo smog inizia a preoccupare i residenti, benché – quella aretina – sia una zona tradizionalmente associata ad una buona qualità dell’aria.

I dati registrati dall’Arpat fino al 27 dicembre evidenziano, nell’ultimo mese, superamenti dei limiti di pm10 in 19 giorni (su 30) per quanto riguarda la centralina piazzata davanti alla stazione ferroviaria. La strumentazione è destinata a valutare la qualità dell’aria in una zona particolarmente trafficata, perciò ai fini dell’allerta smog non conta. Conta quella dell’Acropoli, che si trova a fianco dell’asilo, che tuttavia – nello stesso lasso di tempo – ha registrato superamenti in 13 giorni su 30. Per dire, i superamenti dei limiti annuali per il 2015 sono stati rispettivamente 32 alla stazione (19 a dicembre, 13 nel resto dell’anno) e 17 all’Acropoli (13 a dicembre, 4 nel resto dell’anno).

smog-arpat-inquinamento2E se ad Arezzo la situazione non deve far abbassare la guardia, altrove in Toscana va peggio. Le zone più colpite dagli accumuli di polveri sottili sono quelle lungo le rive dell’Arno, con Santa CrocePisa e Signa (ma anche Prato) che sforano ben più di Arezzo. Ed è quindi naturale supporre che la qualità dell’aria nel Valdarno aretino sia peggiore rispetto a quella del capoluogo, ma manca una centralina in loco per dimostrare la tesi.

Gli appelli ad evitare gli allarmismi si moltiplicano ma domenica, sullo smog di questi giorni in Toscana, si è espresso anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, recependo l’allarme lanciato dalla direttrice dell’Arpat Maria Sargentini.

L’Italia è nello smog. La causa principale sono tutti i processi di combustione. In Toscana abbiamo una buona legge, che demanda ai sindaci l’attuazione dei provvedimenti di mitigazione. Già dalle scorse settimane le situazioni più problematiche riguardano la valle dell’Arno. (…) Se nessuno è intervenuto, lo faremo come Regione in via sostitutiva. Per l’adeguamento e la lotta ai cambiamenti climatici occorrono interventi strutturali, politiche in grado di modificare e razionalizzare il modello di sviluppo e le abitudini di consumo. È necessario introdurre una cura del ferro nella mobilità urbana. Ridurre il traffico veicolare e i consumi domestici. Nelle abitazioni la temperatura non deve superare i 18 gradi. Fuochi nei camini e all’aperto vanno ridotti e vietati.

E così la Regione Toscan ieri ha invitato le amministrazioni dei Comuni nei quali si sono verificati più sforamenti consecutivi del limite di legge fissato per le Pm10, a non sospendere il conteggio dei superamenti con la fine dell’anno. “Prevalgano il buon senso e il principio pedagogico della precauzione”, scrive la Regione, che ha fatto partire una lettera rivolta ai sindaci dei Comuni dove i limiti di Pm10 sono stati sforati oltre 35 volte per chiedere conto dei provvedimenti attivati per il contenimento delle emissioni. “Le pubbliche amministrazioni devono in primo luogo assicurare la salute dei cittadini – spiega il presidente della Regione Enrico Rossi – per questo ritengo necessario far prevalere su tutto il buon senso ed il principio pedagogico di precauzione. Dobbiamo agire subito dove la situazione è già critica, ma anche prepararci ad affrontarla dove si va creando”. “Se il bel tempo continuerà – aggiunge Rossi – possiamo aspettarci che il numero degli sforamenti consecutivi dei limiti di Pm10 vada ulteriormente a crescere, per questo ho deciso di rafforzare l’azione di coordinamento esercitata dalla Regione su questo fronte”.

@MattiaCialini

 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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