Due giugno 1946: Arezzo scelse la Repubblica. Votarono in 200mila

Gli italiani si recarono al voto, per scegliere tra monarchia e repubblica, il 2 giugno 1946. Fu la prima volta in cui le donne si recarono alle urne

Tiziana Nocentini
Tiziana Nocentini
Invia per email  |  Stampa  |   2 giugno 2018 0:30  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Questo quanto recita il primo articolo della Costituzione. Gli italiani si recarono al voto, per scegliere tra monarchia e repubblica, il 2 giugno 1946. Fu la prima volta in cui le donne si recarono alle urne.

“Col proprio certificato elettorale, nel quale sono indicati nome, cognome, paternità, domicilio, numero ed indirizzo della sezione elettorale, il cittadino potrà esercitare alle urne tra le 6 e le 22 di domenica. Disciplinatamente prenderà posto nella fila, si guarderà bene dal discutere, dal fare apprezzamenti, dal tentare di dimostrarsi furbo per guadagnare qualche posto, fino a che sarà ammesso nella sala della votazione, al quale dovrà accedere disarmato e senza altri oggetti”, La Nazione del Popolo, 1 giugno 1946.

Il 54,5 degli elettori si espresse a favore della Repubblica e il 45,7 della monarchia.

Chiamati alle urne erano 207.932 elettori in tutta la provincia di Arezzo.

Le vie del centro erano affollate e alle porte dei negozi la gente si era riunita per assistere all’annuncio, dato alle venti, della proclamazione della Repubblica.

“La notizia ha costituito la più grande novità della giornata ed è stata oggetto di vivi commenti. Intanto mentre la prefettura dirama la comunicazione che la giornata di oggi è festiva a tutti gli effetti civili”.

 Tiziana Nocentini 
Tiziana NocentiniTiziana Nocentini laurea in lettere e scienze politiche indirizzo relazioni internazionali, master in leadership e management nella pubblica amministrazione, dottore di ricerca in Teoria e tecnica della modernizzazione in età contemporanea. Collabora con riviste di storia ed e' autrice di numerosi volumi. Si occupa di ricerca e cultura.
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