Oltre 7mila euro per aprire il dormitorio: 2.800 accessi, 80 volontari e 4 mesi di servizi. La solidarietà in cifre

Da lunedì 3 dicembre il dormitorio riapre e fino al 7 aprile rimarrà a disposizione di tutti coloro che ne avranno bisogno.

7.500 euro.
E' questa la cifra massima che serve per tenere aperto, da dicembre ad aprile, il dormitorio di piazza San Domenico.
I conti sono quelli fatti in seguito all'esperienza dello scorso anno direttamente dagli operatori Caritas che hanno in carico la gestione dello spazio.

Materiale per gli ospiti, piccole manutenzioni, prodotti per l'igiene personale e degli ambienti. Le spese vive sono quelle che potrebbe avere una normale famiglia ogni giorno. Piccoli beni di uso comune ma che possono servire a rendere diversa la vita di chi non ha un'abitazione e cerca rifugio in strutture come quella di San Domenico.

Completamente esclusi da questo conti i costi riguardanti affitto e utenze. E la ragione è presto detta. Questi ultimi sono a carico del Comune di Arezzo che ha dato in comodato d'uso la struttura (ex asilo aziendale) e permesso di avere allacciamenti elettrici e idraulici a disposizione degli utenti.

L'intervista Lucia Tanti: "Servizio per l'emergenza freddo"

Dal canto suo, l'amministrazione comunale ha previsto per l'anno 2018/2019 anche un contributo economico in favore della Caritas.
3.000 euro che potranno essere impiegati per sostenere le spese quotidiane oltre che finanziare il servizio di vigilanza privata notturna.
Già perché oltre al supporto dei volontari chiamati a fare le notti al dormitorio, ci saranno anche gli agenti della Polizia Locale e vigilantes privati. Uno scrupolo in più vista la necessità di usare particolare cautela nell'accoglienza di persone in difficoltà.

Dunque da lunedì 3 dicembre il dormitorio riapre e fino al 7 aprile rimarrà a disposizione di tutti coloro che ne avranno bisogno.

Accoglienza e registrazione

La struttura sarà fruibile da tutte le persone maggiorenni, senza fissa dimora del territorio. Sarà possibile accedervi tramite un pass personale, corredato da foto, che avrà durata massima di 15 giorni e i cui contenuti verranno trasmessi alla questura. All’interno della struttura è riservata una stanza per l’accoglienza alle donne. I posti letto sono in totale 24. Il servizio sarà garantito quotidianamente, festività comprese, a partire dalle 20,15 fino alle 22,30 quando scatterà la chiusura e l’ora, per chi vi è oramai entrato, di coricarsi. Il mattino successivo, l’accoglienza termina alle 8.

“E' una città che garantisce 4 mesi su 12 un servizio importante per fare fronte alla stagione invernale e quindi all’emergenza freddo - spiega l'assessore Lucia Tanti - È una risposta che dal 2015 viene data in collaborazione tra Caritas e amministrazione comunale, rafforzatasi nel 2016 grazie alla decisione della giunta di individuare una struttura, di proprietà comunale e per la quale il Comune affronta tutte le spese, destinata a dormitorio e affidata alla gestione di Caritas, ossia i locali di piazza San Domenico. Caritas che ha aperto il dormitorio alla città, facendone un patrimonio condiviso dal volontariato e dai quartieri”.

“Con questo dormitorio l’amministrazione comunale risponde a un’emergenza dettata dall’arrivo dell’inverno e dalle difficoltà che questo può provocare a chi si trova senza un riparo. Ma la vera vittoria sarebbe non dovere ricorrere a questa soluzione. E a chi lo vorrebbe aperto 365 giorni all’anno replico anche quest’anno che, a mio parere, si tratterebbe di una risposta sbagliata che farebbe di Arezzo la calamita dei senza fissa dimora. Chi è in difficoltà sappia che noi ci siamo ma su decoro, sicurezza e percorsi di reinserimento sociale noi non indietreggiamo di un millimetro”.

Volontari e utenti

I volontari sono in totale circa 80 persone che opererano, alternandosi, all’interno della struttura. Venti in più rispetto allo scorso anno. Nella stagione passata in tutto sono stati 2.800 gli accessi registrati. Il 40 per cento da parte di italiani mentre il 60 sono cittadini stranieri. L'identikit è quello di uomoni, dai 35 ai 45 anni, con problematiche riguardanti disgi personali e sociali molto significativi.

“Siamo molto soddisfatti di questa struttura e della consolidata collaborazione con il Comune di Arezzo che si rinnova anche in questa occasione, particolarmente con l’assessore Lucia Tanti, a cui va il nostro apprezzamento – ha sottolineato monsignor Giuliano Francioli, direttore della Caritas diocesana. Siamo costantemente impegnati affinché questo servizio di accoglienza per le persone senza dimora possa continuare nel solco positivo dell’esperienza degli anni passati e con un generoso e sempre maggiore coinvolgimento fattivo del volontariato associativo presente in città. Compito di una Caritas -  per monsignor Francioli - è primariamente quello di diffondere e promuovere quella cultura della carità, capace di contaminare e sensibilizzare tutti, al di là delle singole appartenenze e diversità, nel rispetto reciproco, alla ricerca di possibili e concrete convergenze, volte al bene comune e in particolare verso le persone più bisognose”.

Il servizio invernale di accoglienza notturna per i senza dimora è, quindi, gestito dalla Caritas diocesana, attraverso i propri operatori e i volontari che provengono da gruppi ecclesiali, parrocchie, associazioni laiche, ma anche non aderenti ad alcuna realtà ecclesiastica o parrocchiale, animati da sincero amore e disponibilità verso l’altro.
Tra gli attori "eccezionali" della macchina del volontariato anche i chimerotti di Porta del Foro. Roberto Felici, rettore dei giallocremisi, già da due anni si è messo a disposizione della struttura in qualità di volontariato. Da quest'anno molti rappresentanti del popolo di San Lorentino hanno scelto di rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione della società e degli ultimi.

"Un impegno doveroso - ha sottolineato Roberto Felici - siamo orgogliosi di dare nel nostro piccolo il supporto a questa importante attività di accoglienza".

La Fraternità Bindi "Accoglienza per migliaia di persone"

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