Infermiera aretina in Mozambico per aiutare la popolazione devastata dal ciclone Idai: oltre mille i morti

Patrizia è una storica volontaria della Croce Rossa di Arezzo. Infermiera professionale in pensione, lavorava presso l'ospedale di Arezzo ed è stata caposala

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Là dove c'è un'emergenza, c'è la Croce Rossa con i suoi volontari. E sempre più spesso c'è anche un po' di Arezzo. Come sta avvenendo in questi giorni in Mozambico, dove in seguito al devastante ciclone Idai, i team internazionali sono accorsi in aiuto della popolazione. Tra i volontari c'è anche Patrizia Landini, infermiera volontaria della Cri di Arezzo, che è partita lo scorso 10 maggio per l'ospedale da campo di Beira - allestoto dal Dipartimento di Protezione Civile - e vi resterà per un mese. 

Patrizia è una storica volontaria della Croce Rossa di Arezzo. Infermiera professionale in pensione, lavorava presso l'ospedale di Arezzo ed è stata caposala del reparto di Nefrologia e Dialisi. Come volontaria ha partecipato a molte missioni, compresa quella sulla nave ospedale della Cri salpata per far fronte all'emergenza migranti. 

Ma cosa è accaduto in Mozambico? ll ciclone Idai ha investito in modo violento il paese proprio due mesi fa, il 13 marzo. Un impatto devastante: più di mille vittime, città distrutte 500mila persone - si stima - rimaste senza casa.

"Mentre fiumi e mari - spiega la Croce Rossa di Arezzo - continuano a restituire i corpi delle vittime. Vista la devastazione e i bisogni i team internazionali della CroceRossa, a supporto e in collaborazione con la Consorella africana, stanno distribuendo forniture di alloggi per le famiglie colpite e cloro per purificare l’acqua. 
Croce Rossa Italiana - Italian Red Cross ha preso parte all'emergenza e un nuovo gruppo di medici, infermieri, logisti volontari sono partitti per garantire aiuto e sostegno al personale già al lavoro nell’ospedale da campo di Beira".

Patrizia è tra loro e prenderà parte ad una delle due missioni parallele attualmente in svolgimento. L'infermiera aretina partecipa a quella gestita e coordinata da personale italiano: si tratta di un Posto medico avanzato di II livello a Beira, uno dei punti maggiormente colpiti dal ciclone.

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