Comune di Arezzo, firmato il contratto integrativo 2019: "E' il migliore degli ultimi anni, perché il Csa dice ancora no?"

Per Cgil, Cisl, Uil e Sulpm: "Il Csa ha voluto rompere l'unità sindacale senza ragioni oggettive, al solo scopo di puntare ad ottenere 'Pieni Poteri'"

A sinistra Prestigiacomo del Csa, a destra gli altri rappresentanti sindacali che hanno firmato il contratto integrativo 2019

I sindacati hanno firmato con il Comune di Arezzo il contratto integrativo per il 2019. "C'è piena soddisfazione per i contenuti raggiunti dopo mesi di trattative" commentano i rappresentanti della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e UIl e del Sulpm. "Questo contratto è sicuramente il migliore degli ultimi anni" hanno aggiunto.

Non si spiegano quindi perché manchi ancora all'appello l'adesione del Csa, il sindacato autonomo che prevale nel corpo dei vigili urbani. "Non riusciamo a capire il perché di questa posizione, di questa ostinazione, che rischia di procurare gravi danni a tutti i lavoratori del Comune di Arezzo, in particolare a quelli della Polizia Locale."

Proprio su questo aspetto i firmatari vogliono fare chiarezza.

"Non c'è alcuna distanza tra quanto chiesto dalle organizzazioni sindacali in piattaforma e quanto conseguito con il contratto 2019; anzi, in molti casi si può tranquillamente dire di essere andati ben oltre le proposte iniziali; Lo sciopero del giorno 11 ottobre, revocato dalle nostre organizzazioni sindacali e confermato dal solo Csa, ha visto una adesione largamente inferiore al 10%; Lo sciopero della Polizia Locale di domenica 17 novembre non ha prodotto alcun effetto visibile; Lo sciopero indetto dal Csa, sempre per la Polizia Locale, di domenica 1° dicembre è stato spostato a domenica 15 dicembre perché la stessa Csa non si era accorta che per il 29 novembre era già stato proclamato uno sciopero nazionale indetto dall'Usb, non per senso di responsabilità; Si lascia credere che sia possibile una revisione del contratto integrativo 2019 quando tutte le parti firmatarie sono largamente soddisfatte del risultato raggiunto."

Per Cgil, Cisl, Uil e Sulpm, "il Csa ha voluto rompere l'unità sindacale senza ragioni oggettive, al solo scopo di puntare ad ottenere “Pieni Poteri”, egemonizzando la rappresentanza.
Peccato che tale azione sia condotta a danno dei lavoratori e del ruolo del sindacato come credibile agente di rappresentanza collettiva."

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