Chiusura uffici postali. Dai sindacati: "Polemiche inutili, dobbiamo pensare alla salute"

"Vergognosi gli attacchi dei sindaci. Ognuno nei propri ruoli faccia quanto gli compete perché solo così ne potremmo venirne fuori e magari sospenda la campagna elettorale"

"Le polemiche stanno a zero. In gioco c'è la salute di tutti". A parlare, e Daniele Mugnai rappresentante sindacale di Poste Cisl Arezzo insieme ai segretari territoriali di Slc-Cgil e Uil-Poste. L'intervento dei tre portavoce si è reso necessario in seguito alle polemiche sollevatesi in questi ultimi giorni e riguardanti le chiusure degli uffici postali.

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"L’obiettivo sindacale - spiegano i sindacalisti - è quello di definire in maniera precisa le attività inderogabili, sia per gli sportelli sia per il recapito e a giorni ci sarà un incontro a Roma con il ministro Patuanelli. Ci risulta incomprensibile che in questa situazione alcune amministrazioni permettano ancora che “orde barbariche” assaltino gli uffici postali e di recapito per un estratto conto, per ricaricare di 10 euro una Postepay o per pagare un bollettino che scade fra settimane o per cercare una fantomatica lettera. Le razionalizzazioni sono dovute proprio a questi comportamenti irresponsabili che i lavoratori di Poste non riescono a gestire e che, comunque, sono state concordate con il governo. E poi, ci risulta incomprensibile come alcune amministrazioni, e sottolineiamo non tutte, giustamente hanno fatto chiudere uffici pubblici, parchi e cimiteri, ma accettano passivamente e senza adeguati controlli comportamenti così pericolosi. Lo stesso vale anche per coloro che, tutti i giorni si recano a fare la spesa. Poste ed i vari centri commerciali non possono essere visti come  luoghi di svago e sia chiaro che a noi preme sia la salute dei lavoratori che quella dei cittadini. Questi sono atteggiamenti che vanno contro le direttive e siccome stiamo vivendo una situazione di estrema emergenza e pericolosità, ognuno nei propri ruoli faccia quanto gli compete perché solo così ne potremmo venirne fuori e magari sospenda la campagna elettorale".

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