"Chiudiamo le aziende per una settimana". Ghinelli e i sindaci toscani scrivono a Conte e Rossi: "Scelta forte ma necessaria"

Nel solo capoluogo sono in tutto 26 le persone positive ai test per il contagio da Coronavirus. Il picco dei contagi è previsto attorno al 28 marzo

 

"Ho sottoscritto una lettera, indirizzata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al primo ministro Giuseppe Conte, dove insieme ad altri sindaci chiediamo chiudere tutte le attività produttive non essenziali. E' una scelta forte ma credo sia l'unica perseguibile". Le parole del sindaco Alessandro Ghinelli arrivano al termine di un'altra lunga e difficile giornata di lotta. L'avanzata del Coronavirus continua a mietere impietosamente vittime e segnare, uno dietro l'altro, nuovi contagi. 125 gli aretini attualmente in cura sia al San Donato che presso le proprie abitazioni. Due i deceduti mentre, per il momento, soltanto cinque i dimessi. Nel solo capoluogo i contagi sono saliti a quota 26, le persone in quarantena invece sono scese a 105 (tre in meno rispetto alla giornata di ieri). 

"La popolazione sta iniziando a comprendere la necessità di fare prevenzione - dice Ghinelli - Ancora non tutti stanno seguendo le linee guida ma la situazione sta migliorando. Detto questo, stando alle previsioni fatte dagli esperti del settore, il picco dovrebbe arrivare la prossima settimana. E' proprio in virtù di questo pronostico che ho scelto di sottoscrivere la lettera indirizzata al governatore e al premier dove si chiede la chiusura dei siti produttivi non essenziali. Si tratterebbe di una misura da applicare per una settimana, esattamente quella prima delle vacanze di Pasqua. In questo modo sono certo che le possibilità di contagio sarebbero molto ridotte".

Stando ai dati elaborati dall'amministrazione aretina in città l'apice dei contagi dovrebbe verificarsi attorno al 28 marzo. "E' essenziale essere preparati e continuare a rispettare le regole - ha ricordato ancora Ghinelli - ed è per questo che, da parte nostra, non allentiamo la presa". Ferma la stretta sui controlli che proseguono in tutta la città e nelle zone maggiormente frequentate. In questo senso, in mattinata, ha spiccato il suo primo volo anche il drone utilizzato dalla polizia municipale per il video controllo di parchi e aree verdi. "I nostri agenti hanno effettuato dei servizi a Campo di Marte dove hanno controllato 25 persone - aggiunge il sindaco - Altri interventi sono avvenuti al mercato dove mi sono aggiunto anche io. Ho riscontrato davvero un’affluenza bassa. File ordinate e tempi di attesa ragionevoli. Dalle 10 alle 12.30 è entrato in funzione il drone e le immagini raccolte non evidenziano particolari criticità". Da inizio dell'emergenza ad oggi gli agenti della polizia municipale hanno controllato oltre 2000 cittadini, 1200 esercizi commerciali e denunciato 55 persone per violazioni commesse in merito alle disposizioni ministeriali. "Sono tante - dice il primo cittadino - non capisco perché le persone non si rendano conto di quello che rischiano. Non solo dal punto di vista sanitario, che comunque resta sempre la prima cosa, ma anche da quello legale". 

Supermercati e webcam contro le attese

"Raccolgo e faccio mia l'idea che ci è stata proposta da alcuni cittadini - spiega il sindaco - molti ci hanno detto di chiedere ai direttori dei supermercati locali di installare delle telecamere che possano riprendere la fila agli ingressi e trasmettere online le immagini. In questo modo le persone potranno vedere in tempo reale l'affollamento degli store e scegliere il momento migliore per andare a fare la spesa. Sarà mia premura scrivere a chi di dovere per proporre questa soluzione".

Mascherine confiscate alla dogana

"Purtroppo non ho notizie confortanti - racconta ancora Ghinelli - grazie all'interessamento di Massimo Anselmi, imprenditore e titolare della Chimera Gold, il Comune di Arezzo era riuscito ad acquistarne 50mila. I supporti sarebbero stati distribuiti alla popolazione e agli operatori sanitari. Purtroppo però il carico è fermo alla dogana dove è stato preso in confisca dalla protezione civile che, in questo momento così difficile, ha il compito di ridistribuirle equamente. Ringrazio la generosità di tutti coloro che si sono prodigati sino ad oggi per far recapitare le mascherine in ospedale e alle forze dell'ordine". 

Tamponi a domicilio e allo stadio

Ed infine è il sindaco ad annunciare un’importante svolta per quello che riguarda l'esecuzione dei test su soggetti potenzialmente a rischio. "Insieme all'azienda sanitaria ci stiamo adoperando per rendere attiva una postazione mobile nei pressi dello stadio Città di Arezzo - spiega - su esplicita indicazione della Asl le persone che dovranno eseguire gli accertamenti ed effettuare il tampone per conoscere se affette o meno dal virus, potranno farlo in completa sicurezza. Di fatto le persone si recheranno in auto fino allo stadio, arriveranno sempre a bordo della vettura in una postazione specifica e il personale sanitario eseguirà il prelievo lasciandoli seduti al volante. Una volta fatto questo, finestrini chiusi e via di nuovo a casa. In questo modo garantiamo una maggiore sicurezza del personale medico e del paziente".

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