Cesare Zacchi, per 14 anni Nunzio Apostolico a Cuba. Ai funerali i fiori di Fidel Castro

La storia di un uomo nato a Ortignano Raggiolo, uomo di pace impegnato nella riconciliazione dei popoli. Con lui i rapporti tra Cuba e la Chiesa migliorarono

Enrica Cherici
Enrica Cherici
Invia per email  |  Stampa  |   27 novembre 2016 15:31  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo, Casentino


Domani avrebbe compiuto 102 anni, ma non è per il suo compleanno che la memoria aretina va a Cesare Zacchi, in queste ore in cui rimbomba nel mondo la notizia della morte di Fidel Castro, il lider maximo di Cuba.

Cesare Zacchi nacque a Ortignano Raggiolo, proprio il 28 novembre del 2014, morì il 24 agosto del 1991 all’età di 77 anni, ma per 14 anni fu Nunzio Apostolico a Cuba.

A Cuba Zacchi arrivò nel gennaio del 1961 come braccio destro di monsignor Centoz, il Nunzio che lasciò nel luglio del 1962 Cuba, lasciando al monsignore aretino la Nunziatura come incaricato d’affari ad interim.

Era il periodo più duro del confronto tra Stato e Chiesa, dopo pochi mesi dal suo arrivo ci sarebbe stato lo sbarco americano alla Baia dei Porci. A A Cuba Zacchi, gestì situazioni delicate, in anni di difficili rapporti tra Cuba e la Chiesa che rappresentava. Castro era andato al potere nel 1959, rimanendoci ininterrottamente fino ai giorni nostri. Lo straordinario impegno di monsignor Zacchi, contribuì a migliorare i rapporti tra Stato e Chiesa, tanto che papa Paolo VI lo volle promuovere, il 12 dicembre del 1967 nella cattedrale de l’Avana fu consacrato vescovo.
Fu proprio Zacchi, che chiese alla Santa Sede di essere consacrato a Cuba e non fu del tutto casuale, come spiegò in una lettera inviata all’allora parroco del Duomo di Arezzo Francesco Bordoni.: “Per il maggior bene della Chiesa in Cuba (so che questo gesto sarà apprezzato moltissimo sia dalla Chiesa che dallo Stato in Cuba e vi è la speranza ch’esso contribuisca ad avvicinare alquanto le due parti), ho chiesto alla Santa Sede il permesso di essere consacrato a L’Avana. Ciò toglierà a Lei e a molte persone che mi onorano e consolano con il loro affetto, amicizia e benevolenza, nonché a me la gioia di celebrare insieme una data significativa e bella ma, in vista del raggiungimento di fini superiori mi sembra essere la cosa più saggia ed intelligente. Vuol dire che ci rivedremo l’anno venturo con tutta semplicità e, L’assicuro, in niente cambiato, a meno che non sia, Dio lo voglia, una maggiore vita interiore”.
Dopo essere stato nominato successivamente anche arcivescovo, nel 1975 rientrò in Italia dove morì il 24 agosto del 1991 e fu sepolto nella cappella dei canonici di San Pietro in Campo Verano. In Vaticano arrivò anche la corona di fiori inviata personalmente dal presidente di  Cuba Fidel Castro, e ogni anno, raccontano le cronache, l’Ambasciata di Cuba presso la Santa Sede continua a deporre una corona di fiori sulla tomba dell’arcivescovo Cesare Zacchi.
Le note biografiche sono tratte da www.diocesiarezzo.it 
 Enrica Cherici 
Enrica ChericiAretina D.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie.
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