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Sunia e Cgil scrivono ai comuni: è emergenza case popolari. Festa in via Malpighi, dove l'amianto non fa più paura

Cgil e Sunia saranno oggi pomeriggio nel centro di aggregazione di via Malpighi per un confronto con i residenti e le istituzioni

 

La casa è un'emergenza. Cgil e Sunia lo ribadiscono ai Comuni e alla Regione. Un messaggio che parte da Arezzo con la presenza dei vertici torscani e nazionali del sindacato degli inquilini, il Sunia. Ad Arezzo dove il caso di Via Malpighi, può e deve essere preso a modello di come poter risolvere problematiche che solo alcuni anni fa sembravano insormontabili e che adesso invece non ci sono più, grazie alla forza innescata dal connubio tra la rappresentatività del sindacati e le 100 famiglie che si sono unite e hanno agito per la rimozione dell'amianto dal tetto del caseggiato di via Malpighi.

"In Toscana - ha ricordato stamani Laura Grandi, segretaria regionale Sunia Toscana - abbiamo 50mila domande di alloggi popolari. Le risposte positive rappresentano solo il 4% del totale".

Se in Toscana va male, in Italia va peggio. Angela Campagnola, responsabile organizzazione Sunia nazionale: " le domande di alloggi popolari sono 600mila e gli sfratti esecutivi sono 300mila".

"Il problema casa - ha aggiunto Laura Grandi - acutizza la situazione di disagio dei cosiddetti lavoratori poveri, quelli cioè che hanno un salario ma talmente basso che non riesce a coprire nemmeno affitti, utenze e spese indispensabili".

"Per questi motivi - ha sottolinea Alessandro Mugnai, segretario provinciale Cgil - vogliamo condividere e attuare un vero e proprio progetto casa che abbiamo sottoposto a tutti i soggetti interessati. Al primo posto finanziamenti certi per la costruzione di nuove case popolari e piani straordinari di manutenzione. Si tratta avviare di un’azione comune che coinvolga amministrazioni, sindacati e cittadini. Riteniamo poi necessari accordi nei singoli comuni per l’applicazione di  agevolazioni fiscali sulla casa in caso di ulteriore riduzione degli affitti rispetto ai canoni concordati. Occorre avere un quadro dei fondi assegnati ai comuni, sapere se intendono operare singolarmente o dare mandato ad Arezzo Casa S.p.A. ripristinando l‘agenzia sociale per gli affitti e contrattare contributi aggiuntivi dalla proprie finanze.  Infine chiediamo un impegno a tutte le amministrazioni comunali per  rivitalizzare il Lode, il parlamentino dei comuni per le case popolari, con un impegno attivo spesso carente".

Cgil e Sunia saranno oggi pomeriggio nel centro di aggregazione di via Malpighi per un confronto con i residenti e le istituzioni.

Sunia e Cgil  ritengono necessario "un fronte unico tra enti e assegnatari per rivendicare finanziamenti certi e continui da parte del potere regionale e centrale. Il Comune di Arezzo, proprietario di oltre 1.150 alloggi Erp rappresenta il 33,34% di quote dell’ente gestore, percentuale che gli consente di esprimere il presidente del Lode e di gestire la sua struttura tecnico amministrativa". 

L’approvazione della recente legge regionale può essere l’occasione per una revisione profonda del Regolamento di utenza per gli alloggi Erp. Lo stesso, approvato dal Lode e applicato da Arezzo Casa S.p.A., è oggi fortemente squilibrato a danno degli assegnatari.

Per gli alloggi Erp, il Sunia rivendica la revisione del regolamento di utenza su una serie di argomenti. Ecco i principali: pagamento della quota di esercizio; presenza dei comuni negli interventi importanti quali assegnazioni degli alloggi, lavori di manutenzione, rispetto delle norme; riduzione delle spese di manutenzione a carico degli assegnatari per gli alloggi valutati come stato mediocre o scadente alla stipula del contratto o per impianti vetusti; obbligo di rendiconto annuale da parte dell’amministratore da illustrare e documentare in assemblea da tenersi in una sala del territorio comunale; coinvolgimento degli assegnatari per spese a loro carico; tutela in caso di mobilità d’ufficio; promozione della partecipazione degli utenti come previsto dalla legge regionale; attivazione dei servizi di mediazione sociale e culturale come previsto dalla legge regionale.

Al centro dell'incontro di questo pomeriggio anche il tema amianto nelle case popolari. Tre anni non sono trascorsi invano. Una mozione è stata firmata da oltre 4.000 cittadini e approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Arezzo. Le famiglie di via Malpighi hanno mantenuto aperto un confronto che ha trovato la sua sintesi in un volume che viene presentato questo pomeriggio.

"Sarà l'occasione per sottolineare un elemento centrale - ricorda il Sunia di ArezzoSono ancora largamente disattesi gli impegni che il Comune di Arezzo si era assunto con la delibera approvata dal consiglio. Impegni relativi alla rimozione dell'amianto sia negli immobili di proprietà dell'amministrazione sia, con informazioni e agevolazioni, in quelli dei privati".

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