Braccialetti rossi: festa in pediatria per il progetto del liceo Colonna di Arezzo

Il progetto ha concorso a dimostrare che molti dei limiti apparentemente imposti dalla malattia sono superabili, attraverso un’attenta promozione dell’umanità e della persona

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   10 giugno 2017 14:17  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


Festa grande nel nel reparto di pediatria, alla presenza del primario Martini Marco e del dirigente del liceo Colonna di Arezzo.

Un incontro di ringraziamento per il liceo aretino che col progetto “Braccialetti Rossi” ha collaborato con l’Istituto Comprensivo IV Novembre di Arezzo e lo staff medico del reparto del San Donato, per creare attività di alternanza-scuola lavoro con la scuola in ospedale.

Erano presenti i clown-dottori della Onlus Tribù dei Nasi Rossi, che hanno contribuito a formare, insieme alla docente e psicoterapeuta dott.ssa Badiali Valentina, i liceali del Colonna ad attività psico-didattiche adatte  ai bambini e ai ragazzi ricoverati, per supportarli umanamente, garantendo loro il diritto all’istruzione come diritto a conoscere e ad apprendere in ospedale, nonostante la malattia.  Braccialetti Rossi ha previsto l’assistenza di una trentina di alunni  del Liceo delle Scienze Umane e del Linguistico Vittoria Colonna che hanno sperimentato nel reparto pediatria la scuola in ospedale, mettendo in pratica continuamente il modello integrato di interventi, che ogni vera comunità educante realizza specie quando si rivolge alle fasce di utenza più deboli.

“Gli alunni, tutti dotati di estrema sensibilità psico-pedagogica hanno compreso che l’educazione e la salute- come annota la referente scuola-lavoro del liceo Colonna- sono due aspetti inscindibili di una sola dinamica che ha lo scopo di sostenere e incrementare il benessere fisico e psichico di bambini e adolescenti.”

“I ragazzi del Colonna- spiega la psicoterapeuta Valentina Badiali – sono stati in grado di essere in e con altri giovani malati e hanno ridotto il senso di isolamento dello studente malato lontano dai propri compagni.  I ragazzi del Liceo Colonna hanno messo a disposizione, motivazione, tenacia e grande qualità umana, creando coi bambini malati un’empatia e una comunicazione non verbale di umanità profonda”.

Il progetto ha concorso a dimostrare che molti dei limiti apparentemente imposti dalla malattia sono superabili, attraverso un’attenta promozione dell’umanità e della persona. I liceali del Colonna si sono impegnati a far mantenere e, dove fosse possibile, ampliare, le abilità scolastiche e inoltre hanno favorito il reinserimento degli allievi-pazienti nella scuola di provenienza, creando un “dispositivo didattico” a ponte tra le due scuole. Gli alunni tirocinanti del Liceo Colonna hanno promosso una scuola fatta fuori dalla scuola, quella che si fa in ospedale  per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze temporaneamente impediti a frequentare la scuola per motivi di salute.

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