Sentenze Banca Etruria, dalla Cgil: "I lavoratori pagano il prezzo delle decisioni dei consigli di amministrazione"

Ad alcuni giorni dalle due sentenze che hanno portato alla condanna complessiva di cinque dipendenti di Banca Etruria, ma all'assoluzione della cosiddetta "cabina di regia" sulla vendita delle subordinate e delle azioni, parla la Fisac Cgil

"Non entro nel merito delle sentenze, ma questo non elimina il diritto di fare alcune valutazioni - commenta Maria Agueci, Segretaria Provinciale Arezzo di Fisac Cgil e dipendente di Ubi Banca. La prima: le manovre che derivano dai piani industriali decisi dai consigli di amministrazione, in questo caso di Banca Etruria, finiscono per determinare gravissime conseguenze sui dipendenti e sulle loro famiglie. E’ la rappresentazione plastica di un sistema bancario che di fatto trasferisce sui lavoratori subordinati la responsabilità del rischio d’impresa. La seconda: i banchieri, stando per ora alla cronaca, appaiono sempre non responsabili delle loro decisioni e immuni da qualsiasi conseguenza".

Quattro dipendenti condannati per truffa, assolta la "cabina di regia"

Seconda sentenza per truffa e concorso morale: un condannato

La Fisac Cgil esprime quindi 

"piena vicinanza e solidarietà ai colleghi condannati per truffa il 30 settembre e il 3 ottobre scorsi, in virtù di sentenze che li riconoscono potenziali criminali. Può sembrare un termine pesante ma se le sentenze verranno confermate nei prossimi gradi di appello, impiegati di banca che hanno fatto il loro lavoro si ritroveranno addosso questo marchio indelebile. E lo stesso angosciante percorso stanno facendo le colleghe e i colleghi impegnati nel lungo purgatorio di appuntamenti in studi legali, interrogatori e udienze, in attesa di sentenza".

I lavoratori dipendenti hanno finito per pagare il prezzo di una vicenda che ha ben presto sconfinato nel terreno politico, assumendo connotati che non le erano propri.

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"La valenza politica della storia Banca Etruria è confermata dai toni, dai metodi, dalle aspirazioni politiche di chi ha guidato una parte degli investitori (i cui risparmi sono stati azzerati, non dimentichiamolo mai, da un decreto del governo allora in carica) nella costruzione di un clima di pregiudiziale avversione sociale verso i lavoratori di ex Banca Etruria che difficilmente potrà essere sanato. Dipendenti - conclude Maria Agueci - ai quali esprimiamo vicinanza, solidarietà e garantiamo il sostegno. Lavoratori che nonostante tutto continuano ad affrontare quotidianamente attività lavorative sempre più complesse e rischiose".

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