"Pronti a cambiare Arezzo e il mondo". La storia di Marco, babbo di un bimbo autistico

Oltre 100 famiglie che compongono l'associazione Autismo Arezzo si sono messe al lavoro per la realizzazione del centro che sorgerà nel Colle del Pionta.

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Due anni fa avevamo realizzato questa intervista che oggi, in occasione della giornata mondiale di consapevolezza sull'autismo, riproponiamo ai nostri lettori. Un racconto in presa diretta di un padre che, come tanti altri anche ad Arezzo, ha dovuto imparare in un istante che cosa significa avere un figlio con disturbi dello spettro autistico.

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Arezzo, 30 marzo 2017

Marco sei anni fa è diventato babbo di Lorenzo, il suo primo bimbo.

Con la sua nascita, oltre ad imparare a fare il genitore, ha dovuto apprendere anche cosa significasse esserlo di un bimbo con un disturbo dello spettro autistico.

"Non ero affatto pronto - racconta - mi sono trovato completamente spiazzato quando è arrivata la diagnosi".

Da allora la sua vita, come quella della propria famiglia è cambiata radicalmente.

"Abbiamo sicuramente meno tempo libero - sorride - ma i nostri sforzi sono stati completamente ripagati perché abbiamo compiuto dei piccoli grandi passi verso una vita normale. C'è questa componente in più (l'autismo) che ti costringe a modificare il tuo stile di vita. Ma col tempo, ne sono certo, ci riapproprieremo della normalità di tutte le famiglie".

E proprio per riconquistare quella "normalità", quella tranquillità e quello stile di vita sereno che le oltre 100 famiglie che compongono l'associazione Autismo Arezzo si sono messe al lavoro per la realizzazione del centro che sorgerà nel Colle del Pionta.

Le esigenze di bimbi, adolescenti e adulti autistici sono particolari. Ognuno, a seconda della propria personalità, ha necessità differenti. Dall'inserimento scolastico, alla logopedia, all'accompagnamento nelle attività di tutti i giorni, all'assistenza sanitaria, fino ad arrivare ai bisogni sociali, affettivi riguardanti le persone interpersonali.

"Ci auguriamo - prosegue Marco che, in questa occasione, si è fatto portavoce di un vero e proprio esercito di mamme e babbi - che la realizzazione del centro per l'autismo sia l'occasione giusta per fornire risposte alle famiglie. Un punto di riferimento che tanto manca ad Arezzo".

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