Arezzo-Sappada, il gemellaggio è ufficiale. Le immagini della cerimonia

Un percorso iniziato con la delibera di Consiglio Comunale dello scorso 25 settembre approvata all’unanimità e con la sigla oggi, nella sala di Consiglio comunale, dell’atto di gemellaggio tra i dei due primi cittadini Alessandro Ghinelli e Manuel Piller Hoffer.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   5 novembre 2017 0:37  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


Da oggi Arezzo è gemellato con Sappada, Comune italiano con poco più di 1.300 abitanti della provincia di Belluno, isola linguistica germanofona e stazione turistica estiva e invernale. Un percorso iniziato con la delibera di Consiglio Comunale dello scorso 25 settembre approvata all’unanimità e con la sigla oggi, nella sala di Consiglio comunale, dell’atto di gemellaggio tra i dei due primi cittadini Alessandro Ghinelli e Manuel Piller Hoffer.



Una storia di guerra cominciata con la rotta dell’esercito italiano dopo la sconfitta di Caporetto: tra il 28 e il 29 ottobre 1917 gli abitanti di Sappada, investiti dalla conseguente offensiva e occupazione austro-ungarica, vennero evacuati. Oltre 600 sappadini trovarono rifugio ad Arezzo e dintorni. Ma Arezzo ebbe un ruolo speciale: diventò sede extraterritoriale del municipio di Sappada. Il Comune di Sappada trovò dunque provvisoria ma degna collocazione in via Bicchieraia 13. Agli sfollati venne dato alloggio nelle ville della campagna aretina, altri sappadini alloggiarono a Quarata, altri ancora in tutta la provincia. Toccò al geometra sappadino Pietro Fasil, alla maestra Maria Kratter e al parroco Emidio Triero occuparsi dei compaesani, specie i più bisognosi. Il governo dava qualche lira per profugo, giusto il necessario per mangiare e vestirsi, allora don Emidio creò una cooperativa di consumo che ebbe sede in piazza Vasari. Ma Arezzo non restò a guardare: il Comune garantì l’istruzione scolastica, nominò gli insegnanti, reperì locali e fornì il materiale per le classi. Purtroppo durante l’estate del 1918, come ulteriore tragedia che si aggiungeva a quella bellica, scoppiò l’epidemia di spagnola e 72 esuli sappadini morirono ad Arezzo. Al termine del conflitto i profughi rimasero in Toscana fino alla primavera del 1919 per poi fare ritorno a casa nel marzo.

E il 2017 a Sappada sarà ricordato anche per un calendario dove i mesi illustrano le tappe della vicenda dei sappadini dopo Caporetto. Non mancano foto d’epoca che rievocano le famiglie che dalle dolomiti furono costrette a trasferirsi nella nostra città.

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