Arezzo quarta provincia toscana per numero di stranieri. Presenze triplicate

Negli ultimi 15 anni la popolazione straniera nella Provincia di Arezzo è più che triplicata, passando da 11.626 stranieri nel 2000 a 37.786 nel 2015, circa l’11 per cento della popolazione complessiva. Una trasformazione che ha reso il territorio...

Migranti

Negli ultimi 15 anni la popolazione straniera nella Provincia di Arezzo è più che triplicata, passando da 11.626 stranieri nel 2000 a 37.786 nel 2015, circa l’11 per cento della popolazione complessiva. Una trasformazione che ha reso il territorio aretino il quarto per numero assoluto di stranieri residenti, dopo Firenze (con 126.694 presenze), Pisa (con 40.634) e Prato (con 40.051). Ad evidenziarlo il “Quinto Rapporto sull’immigrazione e i processi di inclusione in Provincia di Arezzo: Un tempo nuovo”, realizzato da Oxfam Italia e Provincia di Arezzo, che sarà illustrato nel corso del convegno in programma il 17 dicembre dalle ore 9 presso la Casa delle Culture di Piazza Fanfani ad Arezzo. Un ricco dossier che fotografa una realtà in costante e rapido mutamento, con la presenza di ben 134 differenti nazionalità in provincia di Arezzo. Si confermano le comunità maggiormente presenti e con una storia migratoria consolidata nel tempo, quella rumena e quella albanese con rispettivamente il 35,3% del totale delle presenze (pari a 13.345 presenze) e il 14,3% (pari a 5.387).

Cresce il contributo dei cittadini stranieri nell’economia aretina e toscana. La componente imprenditoriale e di lavoro autonomo nel 2014 è infatti di nuovo in crescita, dopo la battuta d’arresto del 2012 e la leggera ripresa del 2013. In provincia di Arezzo il 13,2% delle aziende individuali sono a titolarità straniera. Tra i settori dove si riscontra una maggiore presenza, le costruzioni, dove un terzo delle attività individuali hanno un titolare straniero; il manifatturiero, soprattutto l’abbigliamento, dove circa il 20% delle attività sono straniere; la ristorazione e il commercio, dove l’incidenza è pari al 13,5%. E naturalmente il settore orafo dove le ditte individuali straniere rappresentano il 26,4% (174 su 659 aziende).

In netto aumento in Toscana anche il valore delle rimesse, ovvero il risparmio che i cittadini stranieri inviano ai familiari nel paese di origine. A livello regionale, Arezzo si colloca nella fascia medio-alta tra le province toscane considerando che nel 2014 le rimesse hanno raggiunto i 34,3 milioni di euro, (con un aumento del 5,6% rispetto al 2013) superata da Firenze, con 207,4 milioni di euro, Prato con 162,1 milioni di euro, e Pisa con 47,5 milioni di euro di rimesse. Un dato, quello aretino, in crescita rispetto agli ultimi anni e tra i più alti mai registrati. Quella rumena e quella bengalese si confermano le comunità con l’ammontare più alto di rimesse, rispettivamente con circa 9,6 e 5 milioni di euro, pari al 28,1% e al 14,4% di tutte le rimesse inviate dalla provincia di Arezzo.

“Siamo particolarmente contenti di poter presentare alla cittadinanza e alle istituzioni i risultati di un’analisi così ricca e dettagliata, che fotografa le trasformazioni socio-economiche legate a uno dei fenomeni centrali del nostro tempo, come quello migratorio. L’ambito della ricerca rappresenta per Oxfam un ponte tra le attività di studio da una parte, e i decisori politici, gli operatori ai vari livelli e l'opinione pubblica, dall'altra. – afferma il direttore dei Programmi in Italia di Oxfam, Alessandro Bechini – Un’analisi da cui è necessario partire per individuare la giusta strada da intraprendere per la creazione di una società più giusta, aperta e inclusiva. Oxfam è al lavoro in Toscana per l’accoglienza di oltre 130 migranti nelle province di Arezzo e Firenze, cercando di promuovere un modello di accoglienza diffuso, in cui chi scappa da guerre, fame e persecuzioni possa essere accompagnato nel miglior modo possibile nel percorso di integrazione. Un elemento che riteniamo centrale per la creazione di un buon sistema di accoglienza”.

I dati dell'osservatorio politiche sociali della Provincia rappresentano anche un esempio di buone pratiche a livello regionale, come sottolinea la Vice Presidente della Provincia Eleonora Ducci:

“Arezzo e Prato sono le uniche realtà della Toscana che hanno, all'interno dell'osservatorio politiche sociali, una sezione dedicata all'immigrazione. Questo contributo di conoscenza è stato fondamentale in questi anni per orientare al meglio le scelte di programmazione di politiche e servizi su questa materia e auspico quindi che questa esperienza, nel passaggio alla Regione delle competenze dal primo gennaio 2016, possa rappresentare un punto di riferimento per un'area più vasta quale l'intera Toscana Sud, con Prato che potrebbe fare altrettanto per il resto del territorio regionale”.

Scheda - Il convegno

Tanti i temi al centro del convegno, che sarà introdotto e coordinato dal Direttore dei Programmi in Italia di Oxfam, Alessandro Bechini: dall’analisi delle evoluzioni del fenomeno migratorio in Italia, alle prospettive di sviluppo della Sezione Immigrazione dell’Osservatorio Politiche Sociali della Provincia di Arezzo.

Due temi sui cui interverranno il professor Maurizio Ambrosini dell’Università Statale di Milano e Alessandro Salvi della Regione Toscana.

A ripercorrere i 15 anni di studi condotti dalla Sezione Immigrazione, saranno invece Marco La Mastra dell’Osservatorio Politiche sociali della Provincia di Arezzo e Lorenzo Luatti di Oxfam Italia, coautori del rapporto.

Nel corso del convegno - che si aprirà con i saluti della senatrice Donella Mattesini, del Prefetto di Arezzo, Alessandra Guidi, della Vice Presidente della Provincia di Arezzo, Eleonora Ducci e dell’Assessore all’integrazione del Comune di Arezzo Barbara Magi - sarà inoltre illustrata un’analisi del sistema di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo. Giovanna Tizzi di Oxfam Italia, Luca Raffini dell’Università di Genova e Fabio Berti dell’Università di Siena esporranno infatti i risultati di un’analisi condotta su tre diversi sistemi di accoglienza per richiedenti asilo realizzati in diverse aree della nostra penisola. Tre case study selezionati in quanto rappresentativi di altrettanti diversi modelli di accoglienza: l’esperienza a Roma di In Migrazione nel centro SPRAR “Casa Benvenuto”, una piccola comunità in cui trova espressione una concezione dell’accoglienza basata sulla relazionalità; quella dell’ong marchigiana GUS (Gruppo Umana Solidarietà) che, già al lavoro in un gran numero di SPRAR anche fuori dalla regione, ha accettato la sfida di estendere la propria azione all’accoglienza straordinaria tramite le prefetture, con l’obiettivo di colmare il più possibile le distanze fra i due modelli; e, infine, il modello di accoglienza territoriale e diffusa realizzata a Parma dal CIAC (Centro Immigrazione Asilo e Cittadinanza), caratterizzato da un particolare sistema di tutele per le fasce di popolazione più svantaggiate.

Il programma: http://www.oxfamitalia.org/wpcontent/uploads/2015/12/Osservatorio_A5_01dic2015.pdf

Il rapporto in sintesi: http://www.oxfamitalia.org/images/legacy/2015/12/Media-brief-V-Rapporto-sullimmigrazione-ad-Arezzo_-NUOVO_GT.pdf

Infografiche: https://www.dropbox.com/sh/hwff829ozuq8635/AAAQXnb3kKceonSa-jU3YYira?dl=0

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