Arezzo Notizie Motori – Pick Up: i privati possono utilizzarli senza limiti

I pick up sono un vero e proprio fenomeno automobilistico. Belli e pratici stanno conquistando quote importanti di mercato.

Enrico Meacci
Enrico Meacci
Invia per email  |  Stampa  |   12 maggio 2018 15:02  |  Pubblicato in Attualità

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Lo abbiamo detto la scorsa settimana. I pick up sono un vero e proprio fenomeno automobilistico. Belli e pratici stanno conquistando quote importanti di mercato.

Dopo anni di polemiche e dubbi nell’interpretazione delle leggi che ne disciplinano omologazione e uso, finalmente da qualche anno è possibile immatricolare alcuni pick up (non tutti) come autovetture (e non come autocarri). E’ il caso del Mitsubishi L200 oppure dell’Isuzu D-Max per fare due esempi presenti nel vasto mare dei veicoli da trasporto leggero. Ma facciamo subito chiarezza. Cosa si distingue l’autovettura dall’autocarro. 

Per il codice della strada un autocarro è un veicolo appartenente alla  così detta categoria internazionale N1, cioè un autoveicolo destinato al trasporto di cose. Per inciso è bene ricordare che dal 1 ottobre 1998, in attuazione di una direttiva europea, non esiste più la categoria di veicoli per “trasporto promiscuo di persone e cose”, anche se di fatto tali veicoli possono ancora circolare, purché immatricolati prima del primo ottobre 1998.

Il codice della strada inoltre stabilisce che sugli autocarri, a prescindere da chi sia il proprietario del veicolo (persona fisica o persona giuridica), non possono essere trasportate, in cabina, persone, a meno che non si tratti di quelle addette all’uso o alla movimentazione, carico/scarico delle cose trasportate. Lo prevede chiaramente il prontuario delle violazioni alla circolazione stradale, in dotazione agli agenti di polizia stradale, secondo cui “è necessario che l’agente accertatore abbia prova inconfutabile della qualifica di dette persone”.

Oggi però le cose sono cambiate. Infatti dal 2014 è possibile omologare il pick up come autovettura e quindi anche il privato cittadino, inteso come persona fisica, potrà farne liberamente uso senza alcuna limitazione. Nulla invece è cambiato per i professionisti, aziende, artigiani e possessori di partita IVA che desiderano omologare il pick up come autocarro in ragione della propria attività lavorativa e con tutti i benefici fiscali che ne derivano. Chi tuttavia fra i possessori di partita IVA, che hanno scelto la versione autocarro, dovesse farne un uso improprio, dovrà fare i conti con le limitazioni all’uso privato prescritte dal Codice. E’ bene tuttavia ricordare a scanso di equivoci che la versione autocarro non è vietata ai privati. Cioè non esiste nessuna legge in Italia, che impedisca ad un privato, persona fisica, di acquistare un pick up omologato autocarro per farne personalmente, l’uso che ritiene più appropriato per le proprie esigenze di trasporto, compreso l’impiego per il tempo libero. Ovviamente nel rispetto delle disposizioni normative che disciplinano l’uso degli autocarri sia per quanto attiene la normativa fiscale, che per il trasporto delle persone. 

In tema di pick up le domande principali che vengono formulate sono: con che patente si guidano i mezzi con il cassone? Come si assicurano? Cerchiamo di fare chiarezza, partendo dal presupposto che, in generale, i pick-up sono omologati come autocarri.

Per guidare un pick up basta la patente B fino a 3,5 tonnellate. Sul cassone del mezzo non può essere trasportato nessun passeggero. Il Codice della strada sanziona severamente il trasporto di persone sul cassone.

I pick up si assicurano in base al tipo di omologazione ricevuta cioè se autocarro o autovettura. Nulla di più. In generale, i premi delle polizze RC per gli autocarri sono più alti rispetto ad una corrispondente autovettura. L’utilizzo improprio di un autocarro, però, può costituire una violazione del contratto stipulato con la compagnia e determinare, in caso di incidente con colpa, le condizioni per una possibile rivalsa dell’assicurazione rispetto al danno risarcito. Per questo motivo è bene informarsi preventivamente con il proprio assicuratore.

Deducibilità e tassa automobilistica. Il vantaggio fiscale per il pick up immatricolato autocarro è in termini di deducibilità delle spese, ai fini dell’imposta sui redditi, fissato in una percentuale superiore rispetto alle autovetture, nel caso in cui il veicolo sia di proprietà di un’azienda o, in generale, di un soggetto Iva, visto che per i privati non c’è possibilità di dedurre. I benefici per l’autocarro si estendono anche alla tassa di possesso automobilistica, il cosiddetto bollo, che per gli autocarri è calcolato, in base alla portata e non in base alla potenza, come invece accade per le autovetture, e i cui importi sono generalmente molto più bassi.

A questo punto se avete intenzione di acquistare un pick up, l’offerta sul mercato è vastissima e voi dovrete solo decidere che uso farne e che immatricolazione scegliere: autocarro o autovettura?
Buona guida a tutti.

Twitter @ArezzoNotizie

Riceviamo e pubblichiamo la seguente mail da parte di Selena Borin, responsabile marketing di Isuzu Italia.

In merito al presente articolo siamo a precisare che purtroppo il nostro Isuzu D-Max non è più immatricolabile come autovettura. Fino alla versione precedente avevamo a listino la possibilità di scegliere se immatricolare uno dei nostri mezzi come autocarro oppure come autovettura, in ogni caso sempre con mezzo nuovo e non in modalità cambio d’uso; con le versioni Euro 6 invece questa opzione non è più selezionabile. Pertanto i nostri Pick-Up sono immatricolabili solo come autocarro.

 Enrico Meacci 
Enrico MeacciNato ad Arezzo nel 1972 è laureato in giurisprudenza, avvocato, funzionario pubblico. Da sempre grande appassionato di automobilismo e di automobili. Membro del ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio di Arezzo per autoveicoli ed autocarri.
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