Arezzo Notizie Motori - Pick Up: i privati possono utilizzarli senza limiti

Lo abbiamo detto la scorsa settimana. I pick up sono un vero e proprio fenomeno automobilistico. Belli e pratici stanno conquistando quote importanti di mercato. Dopo anni di polemiche e dubbi nell’interpretazione delle leggi che ne...

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Lo abbiamo detto la scorsa settimana. I pick up sono un vero e proprio fenomeno automobilistico. Belli e pratici stanno conquistando quote importanti di mercato.

Dopo anni di polemiche e dubbi nell’interpretazione delle leggi che ne disciplinano omologazione e uso, finalmente da qualche anno è possibile immatricolare alcuni pick up (non tutti) come autovetture (e non come autocarri). E’ il caso del Mitsubishi L200 oppure dell’Isuzu D-Max per fare due esempi presenti nel vasto mare dei veicoli da trasporto leggero. Ma facciamo subito chiarezza. Cosa si distingue l’autovettura dall’autocarro.

Per il codice della strada un autocarro è un veicolo appartenente alla così detta categoria internazionale N1, cioè un autoveicolo destinato al trasporto di cose. Per inciso è bene ricordare che dal 1 ottobre 1998, in attuazione di una direttiva europea, non esiste più la categoria di veicoli per “trasporto promiscuo di persone e cose”, anche se di fatto tali veicoli possono ancora circolare, purché immatricolati prima del primo ottobre 1998.

Il codice della strada inoltre stabilisce che sugli autocarri, a prescindere da chi sia il proprietario del veicolo (persona fisica o persona giuridica), non possono essere trasportate, in cabina, persone, a meno che non si tratti di quelle addette all’uso o alla movimentazione, carico/scarico delle cose trasportate. Lo prevede chiaramente il prontuario delle violazioni alla circolazione stradale, in dotazione agli agenti di polizia stradale, secondo cui “è necessario che l’agente accertatore abbia prova inconfutabile della qualifica di dette persone”.

Oggi però le cose sono cambiate. Infatti dal 2014 è possibile omologare il pick up come autovettura e quindi anche il privato cittadino, inteso come persona fisica, potrà farne liberamente uso senza alcuna limitazione. Nulla invece è cambiato per i professionisti, aziende, artigiani e possessori di partita IVA che desiderano omologare il pick up come autocarro in ragione della propria attività lavorativa e con tutti i benefici fiscali che ne derivano. Chi tuttavia fra i possessori di partita IVA, che hanno scelto la versione autocarro, dovesse farne un uso improprio, dovrà fare i conti con le limitazioni all’uso privato prescritte dal Codice. E’ bene tuttavia ricordare a scanso di equivoci che la versione autocarro non è vietata ai privati. Cioè non esiste nessuna legge in Italia, che impedisca ad un privato, persona fisica, di acquistare un pick up omologato autocarro per farne personalmente, l’uso che ritiene più appropriato per le proprie esigenze di trasporto, compreso l’impiego per il tempo libero. Ovviamente nel rispetto delle disposizioni normative che disciplinano l’uso degli autocarri sia per quanto attiene la normativa fiscale, che per il trasporto delle persone.

In tema di pick up le domande principali che vengono formulate sono: con che patente si guidano i mezzi con il cassone? Come si assicurano? Cerchiamo di fare chiarezza, partendo dal presupposto che, in generale, i pick-up sono omologati come autocarri.

Per guidare un pick up basta la patente B fino a 3,5 tonnellate. Sul cassone del mezzo non può essere trasportato nessun passeggero. Il Codice della strada sanziona severamente il trasporto di persone sul cassone.

I pick up si assicurano in base al tipo di omologazione ricevuta cioè se autocarro o autovettura. Nulla di più. In generale, i premi delle polizze RC per gli autocarri sono più alti rispetto ad una corrispondente autovettura. L’utilizzo improprio di un autocarro, però, può costituire una violazione del contratto stipulato con la compagnia e determinare, in caso di incidente con colpa, le condizioni per una possibile rivalsa dell’assicurazione rispetto al danno risarcito. Per questo motivo è bene informarsi preventivamente con il proprio assicuratore.

Deducibilità e tassa automobilistica. Il vantaggio fiscale per il pick up immatricolato autocarro è in termini di deducibilità delle spese, ai fini dell’imposta sui redditi, fissato in una percentuale superiore rispetto alle autovetture, nel caso in cui il veicolo sia di proprietà di un’azienda o, in generale, di un soggetto Iva, visto che per i privati non c’è possibilità di dedurre. I benefici per l’autocarro si estendono anche alla tassa di possesso automobilistica, il cosiddetto bollo, che per gli autocarri è calcolato, in base alla portata e non in base alla potenza, come invece accade per le autovetture, e i cui importi sono generalmente molto più bassi.

A questo punto se avete intenzione di acquistare un pick up, l’offerta sul mercato è vastissima e voi dovrete solo decidere che uso farne e che immatricolazione scegliere: autocarro o autovettura?

Buona guida a tutti. Twitter @ArezzoNotizie

Riceviamo e pubblichiamo la seguente mail da parte di Selena Borin, responsabile marketing di Isuzu Italia.

In merito al presente articolo siamo a precisare che purtroppo il nostro Isuzu D-Max non è più immatricolabile come autovettura. Fino alla versione precedente avevamo a listino la possibilità di scegliere se immatricolare uno dei nostri mezzi come autocarro oppure come autovettura, in ogni caso sempre con mezzo nuovo e non in modalità cambio d’uso; con le versioni Euro 6 invece questa opzione non è più selezionabile. Pertanto i nostri Pick-Up sono immatricolabili solo come autocarro.

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Commenti (1)

  • Gli autocarri indicati dall’art.54 lettera D del C.d.S. sono suddivise in diverse categorie una parte delle quali può essere utilizzata solo da attività commerciali o industriali per farne un uso esclusivamente lavorativo e una parte può essere utilizzata da privati per farne un uso personale e privato. Per questo motivo che nell’Art.54 del CdS si parla di “cose” e non di merci (termine che fa riferimento a specifica attività commerciale) e tantomeno non fa riferimento al fatto che le "cose" debbano essere gestite (caricate e scaricate) da specifici incaricati o dipendenti del proprietario del veicolo. Quando una persona privata ha bisogno di trasportare materiale troppo ingombrante, come ad esempio la legna, un mobile di casa, attrezzi per la campagna o per il giardino e qualsiasi altra cosa necessaria per se e per la propria famiglia o per un proprio hobby, allora dovrà provvedere all’utilizzo di un autocarro che nella maggior parte dei casi viene identificato come N1 (con massa fino a 35 q.li a pieno carico). Quindi stiamo parlando della necessità di trasportare “cose” proprie di cui ne possono fare uso famigliari e amici che si trovano a bordo senza dimenticare che non esiste una normativa che vieta all’autocarro di viaggiare scarico e con le sole persone a bordo. E’ per questo motivo che il Codice della Strada distingue l’USO PROPRIO per il trasporto di cose proprie ( regolamentato dall’ Art.83 ) e l’USO DA TERZI (regolamentato dall’art.82) ovvero per il trasporto per conto di altri disposti a pagare il servizio, come avviene per esempio nel caso dei corrieri (a scopo di lucro). Il dubbio sul trasporto di persone oltre all’autista su un autocarro viene posto sempre dall'art 82 del CdS, al comma 6, che recita: “previa autorizzazione della Direzione Generale M.C.T.C. gli autocarri possono essere utilizzati, in via eccezionale e temporanea, per il trasporto di persone; l'autorizzazione è rilasciata in base al nulla osta del Prefetto" ma pochi riescono a capire, tra i quali anche addetti ai controlli, che tale autorizzazione è richiesta solo se si intende trasportare dei passeggeri sul cassone (piano di carico) del veicolo e non può fare riferimento alle persone presenti in cabina altrimenti, quale altro articolo del CdS all’infuori di questo, vieterebbe il trasporto di persone su un cassone di un camion? Va aggiunto che questo articolo rappresenta anche un refuso del vecchio codice della strada che prevedeva il permesso del trasporto di operai in particolari zone disagiate con la possibilità di occupare il vano adibito al carico delle merci (es. casi di calamità naturali, trasporto operai nei tratti autostradali con manto da rifare, trasporto operai a destinazione su strade secondarie e postazioni di lavoro poco accessibili e/o raggiungibili) Lo stesso art. 82 del CdS al successivo comma 8 dice che "chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione è soggetto ad una sanzione amministrativa", quindi, poiché sulla carta di circolazione è chiaramente indicato il numero dei passeggeri ospitabili in cabina, evidentemente non può esserci violazione se tali passeggeri sono nel numero indicato dalla carta di circolazione e occupano i sedili a tale scopo previsti. Va sempre ricordato, inoltre, che non esiste un articolo del CdS che impedisce all’autocarro di viaggiare scarico e con solo persone a bordo. La distinzione fatta dall’art.54 per tutti gli autoveicoli è una definizione sommaria che poi va analizzata nel dettaglio e caso per caso con i successivi articoli e commi. A conferma di ciò basta prendere come esempio la definizione di autovettura che, se dovesse essere interpretata alla lettera, dovremmo dedurre che, essendo l’autovettura, secondo l’art.54 del C.d.S, un veicolo destinato al trasporto di persone, sarebbe quindi vietato il trasporto di “cose” come le valigie per un viaggio, la spesa, un paio di sci, la bici , il passeggino del bambino, il cane, etc. Il più grosso errore commesso dagli organi di controllo della circolazione è quello di mescolare il CdS con le leggi fiscali. L’esempio più palese è quello dell’autocarro N1 – USO PROPRIO intestato ad una ditta che trasporta persone private e cose ad uso privato non inerenti all’attività svolta dal proprietario dell’autocarro. Innanzitutto l’Agente su strada non ha a disposizione la documentazione (certificato CCIAA , statuto, l’elenco soci e i nominativi di tutti i dipendenti dell’impresa, etc.) per capire se le persone e le cose trasportate sono inerenti all’azienda proprietaria dell’autocarro, non ha neanche i registri contabili e/o i registri IVA per sapere come viene trattato fiscalmente quell’autocarro (l’azienda potrebbe aver applicato una minor detrazione all’autocarro proprio in proporzione al tempo di utilizzo privato secondo il principio del Pro Rata Temporis) e non ha soprattutto la conoscenza delle leggi in materia fiscale per poter applicare sanzioni riferite alle stesse leggi. L’agente su strada ha a disposizione il libretto di circolazione sul quale sarà indicato che trattasi di un autocarro Uso Proprio per trasporto di cose nel piano di carico e questo sta avvenendo e sarà indicato anche il numero di persone che l’autocarro può trasportare nei rispettivi posti a sedere e anche questo sta avvenendo, null’altro lo riguarda, (cosa ben diversa se trattasi di Uso da Terzi) solo se ha dei dubbi su una violazione delle leggi di natura fiscale potrà al massimo fare una segnalazione agli organi di Polizia Tributaria, Guardia di Finanza, etc su quanto rinvenuto al momento del controllo su strada e poi sarà iniziativa degli organi preposti di fare i dovuti accertamenti presso la sede della ditta ed eventualmente applicare delle sanzioni esclusivamente di natura fiscale ma che non c’entrano nulla con l’art.82/83/54 del C.d.S.

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