Allarme ungulati, Coldiretti: “Situazione fuori controllo e raccolti a rischio”

La testimonianza di un agricoltore della Valtiberina: “Non appena seminati i campisono stati massacrati dai cinghiali, non è rimasto nulla”.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   10 gennaio 2017 14:33  |  Pubblicato in Attualità, Valtiberina


“E’ gravissima l’emergenza ungulati in provincia di Arezzo”, a lanciare l’allarme, ancora una volta, è Coldiretti. “Proseguono – afferma l’associazione – le scorribande tra terreni coltivati e vigneti, seminando danni alle colture e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica delle campagne e la presenza dell’agricoltura nelle zone marginali e più difficili”.
“Se non si trovano rapide soluzioni lasceremo i nostri campi, non siamo qui per nutrire cinghiali, daini e lupi, Ma per produrre per il mercato e per i cittadini”. Sono parole di un agricoltore al limite della disperazione: si tratta di Vanni Finocchi, che ha un’azienda di circa 150 ettari a Caprese Michelangelo, in Valtiberina.
La situazione qui è drammatica, soprattutto per i cinghiali – spiega lo stesso Finocchi – non appena fatta la semina i campo sono stati massacrati e non è rimasto più nulla. Insomma, i miei campi sono devastati dai cinghiali, ma anche dai daini, con i raccolti di fieno e orzo a reale rischio”. Ma per l’agricoltore la situazione è resa difficile anche dai lupi: “Due giorni fa ho avuto un vitello che è stato mangiato – spiega – e una vacca sbranata. Insomma, se non si trovano rapidamente soluzioni qui siamo costretti a chiudere e andare via”.

“Di fatto quasi ogni giorno riceviamo almeno una telefonata di un nostro agricoltore disperato per i danni subiti dagli ungulati – spiega il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi – che danneggiano colture: occorre muoversi in fretta con modalità diverse dal passato attraverso le quali si guardi al risarcimento ma soprattutto ad un contenimento del numero degli ungulati, il tutto in un momento difficile per la nostra agricoltura, che ha visto anche il precipitare dei prezzi all’origine in particolare per il grano, con conseguenze gravissime visto che il prezzo è più basso dei costi sostenuti in campo”.
“Coldiretti Arezzo – insiste Rossi – evidenzia quindi lo stato di esasperazione del mondo agricolo di fronte ad una gestione quantomeno poco oculata della fauna selvatica, che ha determinato un vero e proprio squilibrio dell’ecosistema”.
“Noi chiediamo a tutti i livelli istituzionali – spiega Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo – che si possano rendere veramente efficaci gli interventi, e riteniamo anche necessaria una diversa delimitazione delle aree non vocate alla presenza del cinghiale e di altri ungulati“.
“Occorre infatti tener presente – insiste Marcelli – che in Toscana la concentrazione di cinghiali e altri ungulati è quattro volte superiore alla media nazionale. E’ la regione europea con il maggior numero di ungulati, inferiori solo ad alcune zone dell’Austri: se ne stimano complessivamente oltre 400 mila, con circa 200 mila cinghiali e altrettanti caprioli. A questi si aggiungono circa 8 mila daini e 4 mila cervi”.
“Appare assolutamente necessario a questo punto – conclude il presidente – che le autorità pubbliche a tutti i livelli debbano rendere al più presto efficaci le norme che possono consentire un’azione rapida ed incisiva e tutela del settore agricolo, ma anche del territorio, del paesaggio e dell’incolumità dei cittadini minacciata da scorribande, soprattutto di cinghiali, che hanno portato ai recenti gravi casi di incidenti stradali”.

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