Castagnete di 450 anni e faggi tricentenari. I 201 alberi monumentali delle Foreste Casentinesi

Dunque quanti sono gli alberi monumentali del Parco? In tutto, tenendo in considerazione anche le province di Firenze e Forlì-Cesena, 201. Nel solo territorio aretino se ne contano 68.

Castagno Miraglia

Ricordate l'elenco degli alberi monumentali predisposto dalla Regione Toscana?

Nella provincia di Arezzo, secondo quello specifico censimento, ne erano stati conteggiati 13. Alcuni vicino alla città, altri in Valdarno, Valdambra, altri ancora all'interno della riserva naturale dell'Alpe della Luna o del Sasso di Simone.

Tra le piante enumerate vi è soltanto un esemplare, un cerro sugherella per l'esattezza, ubicato in Casentino.

Uno solo. Ma il Casentino non è la vallata del Parco Nazionale delle Foreste? La stessa in cui si trova la Riserva naturale di Sasso Fratino recentemente entrata a far parte del patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco e dove dimorano faggi centenari?

Dunque, per quale ragione il Casentino e il suo Parco quasi non compaiono nell'elenco toscano?

"Perché il censimento è nazionale - spiega il presidente dell'ente Luca Santini - da tempo abbiamo individuato gli alberi più antichi e maestosi delle foreste. Il nostro personale si occupa di mantenere una costante e attenta attività di monitoraggio sullo stato di salute di queste piante in modo da porte intervenire in loro tutela tempestivamente. Al momento tutti gli esemplari catalogati godo di ottima salute e continuano a dominare il Parco dalle loro sedi".

Dunque quanti sono gli alberi monumentali del Parco? In tutto, tenendo in considerazione anche le province di Firenze e Forlì-Cesena, 201. Nel solo territorio aretino se ne contano 68.

"La maggior parte di essi - spiega ancora il presidente Santini - è situata nei pressi dei comuni di Poppi e Pratovecchio Stia. Si tratta di esemplari maestosi quanto antichi che rappresentano la storia di questa vallata".

Tra i più antichi ci sono il Castagno delle Moricce che ha circa 450 anni di età.
Un esemplare di Castanea sativa unico nel suo genere. E' situato nel territorio comunale di Stia il suo stato di salute è discreto ed ha un'altezza di 18 metri per una circonferenza di 10,6.

Le faggete più antiche del Casentino

Poi c'è il Castagno Miraglia di Metaleto nel comune di Poppi. Questo gigante ha anche lui circa 450 anni ed è ultimo esemplare da frutto di un vecchio castagneto oggi circondato da tratti di fustaia di origine artificiale, mista di conifere e latifoglie.

Sasso Fratino patrimonio dell'Umanità

Anche il Castagno della Pegaiola ha 45o anni e la sua casa è a bordo strada con altri esemplari da frutto, tra tratti di bosco di neoformazione e rimboschimenti di conifere nei pressi di Stia. Lo stato di salute è mediocre anche se la pianta viene continuamente tenuta sotto strettissima sorveglianza da parte del personale del Parco. La pianta è raggiungibile a piedi, collocata lungo il sentiero che collega il rudere di Pegaiola al sentiero CAI numero 82.

Il Faggione della Pantenna invece si trova tra immerso nel verde di Arnaccio - La Pantenna località situata nel comune di Stia. Maestoso e imponente il faggio ha 300 anni ed è alto circa 23 metri. La pianta è radicata in bosco misto di faggio e abete bianco, all'interno di una radura in cui grazie alla notevole espansione della chioma, al di sotto della stessa non ha permesso la crescita di altre piante.

Il Faggione di Sambuchelli è uno dei più 'giovani' perché di anni ne ha soltanto 200. La pianta si trova a Sambuchelli - Le Balze nei pressi del comune di Stia. E' una ceppaia di notevoli dimensioni radicata in giovane fustaia coetaneiforme, ben visibile a ridosso di una pista forestale. La pianta è radicata lungo una sterrata chiusa con sbarra che da Sambuchelli conduce al Fosso degli Acquai, a circa 800 metri dalla barra stessa.

Da ultimo poi particolare attenzione presta la Riserva naturale di Sasso Fratino. Questo minuscolo angolo del parco che si snoda principalmente in Emilia Romagna e che lambisce i crinali del Casentino. Soltanto a luglio l’Unesco ha ampliato infatti il numero delle faggete vetuste (che arrivano sino a 600 anni di età) protette. Tra queste c’è anche quella casentinese.

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