Agente aggredito a Saione: "Con un altro equipaggiamento non mi avrebbe rotto la gamba"

Oltre agli aspetti giuridici la vicenda ha sollevato non poche rimostranze da parte del mondo dei rappresentanti dei lavoratori delle forze di polizia.

"Se avessi avuto con me un taser, a quest'ora, sarei in servizio e non costretto a casa con una gamba fratturata".

Davide Frondaroli non ha dubbi. Quello che gli è accaduto il 22 febbraio poteva essere evitato.
Lo scorso mese l'agente della Polizia Locale aretina è stato aggredito durante il servizio da un uomo che, in evidente stato di ebbrezza, lo ha raggiunto con un calcio procurandogli una frattura al perone.

Attualmente il responsabile dell'assalto si trova in carcere con l'accusa, tra le atre, di aggressione aggravata. Il prossimo giovedì (14 marzo) l'uomo comparirà davanti alla corte del tribunale di Arezzo per conoscere quale pena dovrà scontare e in quali modalità.

Ma oltre agli aspetti giuridici la vicenda che ha visto come protagonista l'agente Frondaroli ha sollevato non poche rimostranze da parte di tutto il mondo sindacale e dei rappresentanti dei lavoratori delle forze di polizia.

Sono molti coloro che, sulla scia di quello che è accaduto a Saione, hanno invocato a piena voce una vera e propria riforma della Polizia Locale. Attualmente il personale che ha scelto di vestire i panni del "vigile urbano" è inquadrato come un dipendente della pubblica amministrazione (legge del 1986). Ma va da se che il lavoro svolto non è meramente quello legato al controllo di traffico e sosta. La ex Municipale viene chiamata anche a dare il proprio contributo dal punto di vista della sicurezza e dell'ordine urbano con controlli del territorio. 

"Negli ultimi tempi - scrivono dal gruppo il Fuori Coro - noi agenti di Polizia Locale, abbiamo la sensazione, quando non addirittura la certezza, di essere "carne da macello" visto che praticamente, siamo alla mercé dell'arroganza di ogni sfrontato picchiatore che pretende di sfogare su di noi, le proprie stizze, le proprie villanie ed il proprio distorto senso del diritto e della legge. Ormai chiunque vede in noi una valvola di sfogo sulla quale scaricare le proprie intemperanze e la cosa fa ormai tanto parte del comune sentire quotidiano che la cosa in sé non solo, non fa notizia, ma viene anche minimizzata quando addirittura non approvata e plaudita sui social, per le strade, tra la gente e persino nei palinsesti radiofonici e televisivi. È tollerabile tutto questo? Occhi pesti ed ossa rotta, colleghi ridotti in coma o financo uccisi per aver compiuto il proprio dovere? È tollerabile ancora, dover intervenire in contesti di particolare tenore con mezzi scarsi quando non inadeguati, quando non addirittura proprio assenti? No, tutto ciò non è più tollerabile e da gran tempo ed a gran voce chiediamo una riforma della Polizia Locale che ci metta nelle condizioni di poter esercitare le nostre funzioni di istituto con mezzi, formazione e regole di ingaggio chiare ed adeguate al lavoro su strada sempre più importante e necessario, ma anche sempre più difficile".

"Taser e riforma della Polizia Locale"

E sempre in seguito all'aggressione subita da Davide Frondaroli che, oltre al tema riguardante la riforma della Polizia Locale e l'utilizzo del taser come strumento in dotazione agli agenti, è tornato alla ribalta l'appello affinché nell'equipaggiamento ci sia anche la body cam. Uno strumento minuscolo che permette a chi la indossa di immortalare completamente tutto il servizio rappresentando una maggiore tutela e, eventualmente, anche una prova in fase processuale. 

Al momento, complice la burocrazia, questo strumento non è ammesso. Ma sono molti gli agenti, di ogni corpo, che a loro spese l'hanno acquistata per testarne l'efficacia. Un piccolo oggetto ma che, a detta di molti, potrebbe fare la differenza e rappresentare una garanzia in più.

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