Aeroporto addio. Società in liquidazione e ampliamento in fumo, Fabianelli: "Occasione persa"

La notizia arriva direttamente dall'ex presidente della società Sviluppo Aeroporto Arezzo

La burocrazia "ha ucciso" il progetto di sviluppo dell'aeroporto di Arezzo.
L'estrema sintesi, l'estrema ratio, è proprio questa.
Almeno stando alle parole dell'ex presidente della società Sviluppo Aeroporto Arezzo Spa, poi srl, Andrea Fabianelli.

La società costituita da una decina di soggetti privati oltre alla Camera di Commercio di Arezzo è da circa due settimane in liquidazione. Le ragioni? Mancano le condizioni per proseguire con qualsiasi progettazione utile all'espansione dell'infrastruttura. E, di conseguenza, anche le motivazioni con le quali era nata la società sono venute a mancare. 

A darne notizia è proprio Andrea Fabianelli, primo presidente di Confindustria Toscana del sud nonché storico volto dell'imprenditoria locale. Un fulmine a ciel sereno esploso durante la trasmissione "ArezzoSvegliati" condotta da Giuseppe Misuri e Ivo Brocchi su Radiofly. Concetto che ha ribadito una volta interpellato sulla questione da Arezzo Notizie. 

innovation-week4-Andrea_fabianelli"La società - spiega Fabianelli - è stata messa in liquidazione da circa quindici giorni. Non è stato possibile eseguire quei lavori di messa in sicurezza e adeguamento strutturale che venivano richiesti da Enac per riuscire a trasformare il campo di volo di Molin Bianco in un aeroporto pronto ad accogliere velivoli civili e aerotaxi. Dieci anni fa abbiamo costituito questa realtà con l'intento di trovare delle soluzioni idonee a trasformare l'aeroporto in un'infrastruttura di utilità pubblica. Nel tempo abbiamo assistito ad un lungo dibattito su questo progetto senza però raggiungere mai l'obiettivo primario. Abbiamo vissuto l'alternanza di due differenti amministrazioni comunali, una di centrosinistra e l'altra di centrodestra, che si sono interessate alla nostra proposta. Ma alla fine il risultato è stato un nulla di fatto. Per questo siamo giunti alla scelta di mettere in liquidazione la società".

L'area di Molin Bianco conta 44 ettari di terreno. Qui trovano casa il nucleo elicotteristi, l'aero club e il gruppo paracadutisti. Il progetto di sviluppo prevedeva la necessità di allungare la pista di atterraggio e decollo di circa 300 metri in modo tale da raggiungere gli standard previsti dalle normative. Una miglioria che avrebbe consentito all'aeroporto di accogliere piccoli velivoli (9 posti) e che sarebbe stata sufficiente per farlo diventare uno snodo di più ampio rilievo strategico.

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"Abbiamo aspettato 10 anni - spiega Fabianelli - ma nessuno è riuscito a darci il via per realizzare i lavori, opere che per altro avrebbero consentito di ottenere 1,5 milioni di euro da parte di Enac. Prendiamo atto di questo epilogo senza fare alcuna polemica o muovere critiche perché comprendiamo perfettamente che la volontà da sola non basta e il confronto con la burocrazia talvolta è l'elemento frenante. Noi credevamo in questo progetto. Volevamo adoperarci per fare il bene del territorio. Per consentire di sviluppare un luogo dove avrebbero potuto trovare impiego diverse decine di persone e creare un punto di riferimento per la manutenzione di aeroplani civili e velivoli. Così però non sarà".

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