Boom di consumi idrici, il Comitato Acqua Pubblica: "Tariffe agevolate e più pressione: non esiste rimanere a secco ora"

Lunga nota indirizzata ai sindaci: "Si muovano affinché Nuove Acquue provveda. Chi è rimasto senza stipendio sia esentato dai pagamenti. E vengano risolte le criticità, portando 0,95 atmosfere fino ai solai"

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo torna all'attacco in questi giorni di emergenza Coronavirus. "Il perdurare dell’emergenza igienico sanitaria e l’aggravarsi di una crisi economica senza precedenti impone senz’altro decisioni più importanti a sostegno dei 100mila nuclei familiari che risiedono nelle aree gestite da Nuove Acque". E sollecita per questo i primi cittadini della provincia di Arezzo (e parte di quella di Siena). "Decisioni che attengono al ruolo di indirizzo e potere di intervento che è in capo ai sindaci del territorio".

I consumi aumentate e le 3 richieste del Comitato

"Le recenti stime sui consumi idrici elaborate dai ricercatori dell’Enea - spiega il comitato - evidenziano che durante le ultime settimane di emergenza epidemiologica i consumi domestici di acqua sono aumentati mediamente del 53% considerata la permanenza in casa obbligata e le evidenti ragioni di carattere igienico. Per questi motivi, oltre alla non applicazione di oneri o interessi passivi sui posticipi di pagamento delle bollette in scadenza durante tutto il periodo dell’emergenza Covid, chiediamo che i sindaci impongano a Nuove Acque:

la tariffa di quarantena, ossia l'applicazione della tariffa agevolata alle utenze domestiche fino al termine della crisi, evitando quindi che le famiglie si trovino a dover pagare adesso bollette più elevate a causa della forzata permanenza a casa, o domani salati conguagli;

l'obbligo di riallacciare tutte le utenze domestiche disalimentate e ancora oggi senza accesso alla fornitura d’acqua;

l’esenzione del pagamento per gli utenti che abbiano perso reddito da lavoro con un ampliamento dei criteri già previsti nella disciplina del Bonus idrico.

La scarsa pressione, l'acqua che non arriva

"Considerato poi che in molte zone di Arezzo (centro, periferia sud, sud est e sud ovest) e in alcuni Comuni limitrofi, nonostante i cittadini abbiano ripetutamente segnalato situazioni di scarso afflusso di acqua ai rubinetti , persistono ancora seri problemi ai piani alti dei condomini per insufficienza della pressione nelle condotte dovuta alla scelta del gestore di ridurre con questo sistema le perdite di rete anziché metter mano alla sostituzione delle tubazioni obsolete, chiediamo che i Sindaci intervengano su Nuove Acque perché provveda all’aumento della pressione in rete sufficiente ad assicurare che l’acqua arrivi con una pressione minima di 0,95 atm all’altezza dei solai di copertura degli edifici, come previsto dal Regolamento del Servizio di Acquedotto".

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Sono queste le richieste che il Comitato Acqua Pubblica avanza ai sindaci dei Comuni detentori delle quote di maggioranza di Nuove Acque SpA per affrontare concretamente l’emergenza sanitaria e sociale scatenata dalla diffusione del Covid.

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