"Vorrei fare il macellaio", il sogno di Idrissa: dalla Guinea ad Arezzo passando per la Libia. "Così ho visto per la prima volta il mare"

Prosegue il viaggio tra le storie dei migranti realizzato in collaborazione con Oxfam e il progetto Sprar di Castiglion Fibocchi

"Vorrei fare il macellaio. Ho seguito un corso professionalizzante da 900 ore, ho fatto uno stage in un'azienda di salumi. Adesso lancio un appello: sono preparato, qualcuno può assumermi?". Idrissa è un ragazzo arrivato dalla Guinea  - passando per la Libia - su di un barcone. Da quando è stato accolto ad Arezzo - fa parte del progetto Sprar del Comune di Castiglion Fibocchi, gestito da Oxfam - si è rimboccato le maniche non si è mai fermato. Ha fatto corsi di italiano, un corso per "buttafuori", un corso professionalizzante per macellaio e adesso sta svolgendo il servizio civile presso la Croce Bianca di Arezzo. "Ma il mio sogno è quello di un lavoro vero".

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Quando ha lasciato la sua casa, nel 2012, Idrissa aveva 22 anni. Aveva già un lavoro, era panettiere. Ed era anche impegnato politicamente: militava nell'Ufdg, un partito dell'opposizione. Si erano da poco svolte le prime elezioni democratiche nella storia del suo Paese. E quella militanza politica tra minacce e persecuzioni (legate anche alla sua etnia, quella dei Fulani) era diventata pericolosa. Talmente tanto da spingerlo a lasciare la sua casa e il suo lavoro per cercare un futuro più sereno.

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