E45, il Governatore Rossi a Pieve Santo Stefano: teso faccia a faccia tra cittadini categorie e istituzioni

L'incontro pubblico, che si è svolto presso il teatro di Pieve Santo Stefano, ha visto una ottima partecipazione di pubblico. Con residenti palesemente amareggiati per la situazione di disagio che ormai persiste da oltre 3 settimane e preoccupati per il futuro: non sono mancati momenti di tensione, soprattutto nel dialogo con il Governatore Rossi. 

Un incontro animato, con botta e risposta a dir poco vivaci tra il pubblico e gli amministratori locali, ovvero i sindaci della Valtiberina, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. 

L'incontro pubblico, che si è svolto presso il teatro di Pieve Santo Stefano, ha visto una ottima partecipazione di pubblico. Con residenti palesemente amareggiati per la situazione di disagio che ormai persiste da oltre 3 settimane e preoccupati per il futuro: non sono mancati momenti di tensione, soprattutto nel dialogo con il Governatore Rossi. 

Le categorie economiche hanno chiesto una maggiore attenzione da parte della Regione alla vicenda, mentre il sindaco di Pieve Santo Stefano Albano Bragagni ha auspicato la riapertura ai mezzi pesanti. 

L'intervento di Rossi

 "Questo territorio, la sua popolazione e le attività produttive hanno subito danni importanti dalla chiusura del viadotto del Puleto sulla E45. E anche se non sono quelli tipici dell'emergenza disciplinati dal codice di protezione civile, i danni ci sono. Per questo, nell'arco di una settimana stabiliremo un metodo chiaro, concertato e trasparente per rilevarli".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, "Il metodo di rilevamento - ha aggiunto Rossi - dovrà stabilire anche criteri di priorità di ristoro che saranno elaborati da un gruppo di lavoro da formarsi subito, composto da sindaci, associazioni di categoria, sindacati e tecnici della Regione. Speriamo che il danno sia contenuto. In questo caso la Regione cercherà di farvi fronte il più velocemente possibile. Se però il danno fosse molto rilevante, bisognerà batterci perché il Governo intervenga. Propongo che il criterio di rilevamento dei danni sia lo stesso anche per Umbria e Emilia Romagna. Così saremo tutti sullo stesso fronte per andare a discuterlo a Roma".

"Per la riapertura della E45 come Regione stiamo facendo tutto il possibile - ha concluso Rossi - interessando e sollecitando Anas quotidianamente. Mi sento però di dire che per la risoluzione del problema viario il percorso è chiaro e già avviato".

"Sul versante delle infrastrutture - ha infatti aggiunto Ceccarelli - gli impegni presi con il Ministero stanno andando avanti. Per quanto riguarda la cosiddetta 3bis, Anas mi ha confermato ieri che stanno aspettando le autorizzarzioni da parte del ministero per poter organizzare gli interventi e riaprirla. Poi ci sarà la procedura per la sua rinazionalizzazione, un asso importante che andrà a sanare un problema nato nel 1997".

Risposte che però non sembrano aver convinto fino in fondo il pubblico presente, che ha posto domande dettagliate e specifiche.

Intanto i sindaci hanno indetto per sabato 16 febbraio una manifestazione presso l'area di servizio di Verghereto nei pressi di Canili. 

Abbiamo più volte sollecitato il Vice-Premier Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, chiedendo l’intervento urgente del Governo a sostegno dei gravi danni che la chiusura della E45 sta generando alle nostre imprese, ai lavoratori, alle nostre famiglie, ai nostri giovani studenti.

Ciò che sta accadendo è talmente grave che le Regioni Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria hanno decretato lo stato di crisi regionale ed hanno avanzato al Governo la richiesta di dichiarare lo stato di crisi nazionale.  La situazione sta peggiorando ogni giorno che passa, e alcuni effetti negativi potranno manifestarsi solo fra qualche mese, causando danni irreversibili per la nostra economia.

Ad un mese dalla chiusura, l’unica risposta che il Ministro Di Maio ha saputo dare ad una situazione così devastante, è stato purtroppo un assordante silenzio.  Non possiamo aspettare ancora, poiché è in discussione il futuro delle nostre Comunità e dei nostri territori.

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