10 anni dopo la morte di Sandri, fiori e lacrime a Badia al Pino. Il padre: "E' tardi per il perdono"

Dieci anni sono passati da quando quell'11 novembre 2007 Arezzo e l'Italia intera vennero svegliati dall'orrore della tragica morte di Gabriele Sandri. Gabbo aveva 26 anni, era un fiero tifoso della Lazio e quella domenica si trovava nel...

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Dieci anni sono passati da quando quell'11 novembre 2007 Arezzo e l'Italia intera vennero svegliati dall'orrore della tragica morte di Gabriele Sandri.

Gabbo aveva 26 anni, era un fiero tifoso della Lazio e quella domenica si trovava nel parcheggio dell'area di sosta Badia al Pino Est dove era arrivato insieme ad alcuni amici a bordo di auto.

Ad Arezzo Gabriele era arrivato per seguire il suo grande amore: la Lazio che quella domenica giocava in trasferta.

Venne ucciso poco dopo le 9 raggiunto da un proiettile esploso dalla pistola dell'agente Luigi Spaccarotella.

La dinamica e le motivazioni di quello sparo sono state per lungo tempo argomento di dibattito nei processi che hanno portato alla condanna a 9 anni e 8 mesi di reclusione del poliziotto aretino il quale, proprio poche settimane fa, ha ottenuto la semilibertà. Una perdita amarissima che ha definitivamente segnato la vita della famiglia Sandri.

"I tifosi non hanno ancora dimenticato mio figlio - ha recentemente dichiarato il padre di Gabriele, Giorgio Sandri - E’ grazie a loro che abbiamo trovato la forza di chiedere giustizia. Le notizie riguardanti la semilibertà ottenuta da Spaccarotella ci amareggiano. Lui non ci ha mai chiesto scusa, questo è quello che fa più male. Neanche i suoi genitori hanno voluto incontrarci, speravo che mia moglie e sua madre, da mamma a mamma, potessero farlo, ma non è stato così. Sì, ha scelto il rito abbreviato, ma per la legge italiana la vita di mio figlio vale cinque anni di carcere. L'unica cosa che ci conforta è che la Cassazione abbia riconosciuto l'omicidio volontario, ma ora non voglio incontrarlo. Chiedere scusa adesso è un po' tardivo: o ci si pente subito, o altrimenti non è un vero pentimento".

In occasione del decimo anniversario della morte del tifoso biancoazzurri presso la curva nord dell'Olimpico di Roma si è svolto un sit in a cui, oltre ovviamente agli ultras della Lazio si sono recati i tifosi della Roma e di ogni parte d’Italia. Da qui il gruppo si è mosso verso la chiesa di San Pio X alla Balduina dove è stata celebrata la messa per il decimo anniversario della scomparsa di Gabriele.

"Una morte - sostengono gli ultras - che unisce tutti i gruppi organizzati e tutte le varie dinamiche esistenti. Una morte che cancella per un giorno qualsiasi colore e bandiera. Una morte che si spera possa essere mai dimenticata, affinchè Gabriele sia l’ultimo martire di una repressione esagerata nei confronti degli ultras italiani. Celebrare il suo ricordo sarà il modo giusto per cancellare i fatti delle ultime settimane".

Nel frattempo da questa mattina all'interno della area di servizio Badia al Pino Est sono molti coloro che si sono recati nel luogo dove è stata apposta la stele commemorativa in ricordo di Gabriele Sandri.

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La società biancoceleste, tramite il sito ufficiale, ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia Sandri: “La S.S. Lazio, nel decimo anniversario della scomparsa, ricorda Gabriele Sandri, scomparso tragicamente l’11 novembre del 2007. La S.S. Lazio rinnova al papà Giorgio, al fratello Cristiano e a tutta la famiglia Sandri il proprio cordoglio”. I tifosi della Roma hanno voluto ricordarlo appendendo alcuni striscioni per le vie della città. Il primo, a firma “Roma” che recita “Cordoglio e rispetto per Gabriele Sandri”, il secondo, opera dei “Fedayn”: “11-11-07/11-11-17: nel ricordo di Gabriele!”.

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